Big Whales: “Bubble Blower” (2016) di Valerio Tirelli

Rock alternativo… Indie? Anche di questi tempi, è possibile in Italia scovare gruppi che si rifanno fieramente a questo genere. A Teramo, splendido luogo di cultura musicale, esiste una Band che riporta sonorità dimenticate dai più, e che con il loro ultimo lavoro, “Bubble Blower”, ci regala 10 tracce in inglese (con un’ottima pronuncia…..cosa rara per gli italiani) di buona fattura ed esecuzione.
Reduci da Arezzo Wave, che li ha visti vincitori del premio “3Rd Alley Recording”, i Big Whales ci propongono un sound sicuramente già ascoltato ma con gradevoli spunti qualitativi, che scorre bene e senza intoppi, con suoni mai troppo distorti e voci non urlate e non rassegnate.
Già dalle prime note di Broken Mirror si capisce che il trio ha lavorato su sonorità semplici e incisive;
il suono è attuale e figlio di una generazione che richiama quella dei fratelli più grandi, dalla quale ha appreso la lezione mediante l’ascolto ragionato e consapevole di album necessari all’acquisizione del senso stesso del Rock; altri brani degni sicuramente di nota sono Tracks You e Last Time o Blurred,
in grado di trasmettere vibrazioni decisamente positive e capaci di creare nell’ascoltatore la voglia di sentirli dal vivo (https://www.facebook.com/events/1089384164433391/)

L’album possiede il pregio di non avere anelli deboli nella track list: tutti i brani giustificano ampiamente l’ascolto, cosa che non si può certo dire di molti altri artisti, anche più blasonati.
Sono brani emozionali e viscerali che Stefano, Federico e Luca scrivono e interpretano con la leggerezza di chi è consapevole di eseguire il meglio del suo repertorio, trasmettendo al pubblico la sensazione di essere in presenza di una Band rodata, con le idee chiare su quello che vuole farci sentire. 
In definitiva possiamo tranquillamente affermare che i Big Whales sono un gruppo di ottimo spessore, sicuramente sconosciuti ai più, ma in grado di catturare e divertire un pubblico attento alla qualità e non solo all’apparenza. “Bubble Blower” è sicuramente consigliato a chi vuole qualcosa di particolare senza perdersi nei meandri di progetti complicati o ricercati:
un album melodico, pulito, che possiamo tranquillamente definire bello senza tema di smentita.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Paris: vox/guitars
Federco Fazia: bass
Luca Di Pancrazio: drums

Broken MirrorAs A WhirlBubble BlowerTo HideAdditive
If It’s Bad Tracks You
ShamelessBlurred / Last Time

big whales tirelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.