“Big Brother is watching us” – di Cinzia Pagliara

In questo periodo mi capita sempre più spesso di sentirmi un personaggio orwelliano: saranno i programmi televisivi, saranno le manipolazioni matematiche degli algoritmi dei social, sarà il linguaggio usato da chi conta, sarà questo senso di vuoto e di nulla che leggo intorno. Sono dentro un romanzo distopico. Per chi (pochi, immagino e spero) pensa che il Grande Fratello sia solo un grande e lussuoso set televisivo, chiarisco a cosa mi riferisco. ”1984” è un romanzo distopico in cui George Orwell descrive un mondo ridotto a tre sole nazioni: Oceania (l’America e il British Commonwealth) Eurasia ed Estasia, costantemente in lotta fra loro. Il Partito, guidato dal mai visto in persona Grande Fratello, governa l’Oceania attraverso quattro ministeri: il Ministero della Pace che si preoccupa della guerra; il Ministero dell’Amore che si occupa di leggi e di ordine; il Ministero dell’abbondanza che si occupa di economia e di razionamenti: il Ministero della verità che si occupa di propaganda politica. Winston Smith, il personaggio principale del romanzo, lavora al Ministero della Verità nel Dipartimento dei Ricordi, rivedendo tutto ciò che di contrario era stato pubblicato in precedenza su riviste e libri e ritrascrivendolo per esaltare l’onniscienza del Partito (triste precursore dei ghost writer attuali). Tutti sono tenuti sotto controllo attraverso teleschermi e microfoni sparsi dovunque in un mondo che è un incubo di potere totalitario e in cui ogni aspetto della vita è controllato invisibilmente, costantemente. Inesorabilmente. Winston Smith è un anti eroe moderno ( eppure, con amarezza, oggi poco comune), un individuo impotente che tenta di ribellarsi alle regole sociali sognando valori anacronistici e ormai privi di senso, come la verità e il senso morale. In un mondo in cui non esiste più la vita privata (il suo mondo, il nostro mondo) e dove le idee non ortodosse sono punite (o cancellate) Winston Smith sa che la sua è una lotta senza speranza. Winston (che si mantiene mentalmente vivo e libero scrivendo su un pezzetto di carta con una matita casualmente trovata) e la sua fidanzata vengono scoperti e arrestati dalla Polizia del Pensiero e sottoposti a torture fisiche per mesi nella famosa stanza 101 del Centro di Detenzione fino a quando, dopo un terribile lavaggio del cervello, Winston “volontariamente” confessa il suo crimine e si sottomette totalmente al sistema sociale del Grande Fratello: la libertà e la dignità umana sono completamente distrutte. Quella di Orwell è una società del controllo dominata dalla propaganda dei mass media che, nell’Oceania del Grande Fratello, hanno una duplice funzione: innanzi tutto quella di stordire mentalmente la popolazione con gli slogan paradossali del doublespeak (linguaggio biforcuto), tipo la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’amore è odio… che distorcono la realtà e la verità a seconda delle priorità del Potere; servono poi a tenere la gente sotto una costante sorveglianza. Dunque anche noi siamo in Oceania. Intorno a noi nascono continui esempi di linguaggio distorto: guerra umanitaria, bombe intelligenti, pace fiscale, enduring freedom. Mentre digitiamo, ogni nostra parola viene decodificata, immagazzinata, riutilizzata a scopi che sono altro da noi. Lo sappiamo tutti, eppure non ci facciamo caso, accettiamo, in qualche modo, che i nostri pensieri, le nostre idee e le nostre decisioni siano guidate, manipolate, modificate. Accettiamo di essere ogni giorno un po’ meno liberi. Questa è la mia grande paura: che si perda il significato delle parole e quindi la possibilità di comunicare liberamente, realmente. Perché c’è ancora (c’è sempre) un Big Brother che ci osserva anche dietro lo schermo che sa tanto di libertà e che invece è anche fradicio di solitudini fragilissime… ed è di queste fragilità che si nutre il Potere.

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