Before Sunset: “Paura Del Futuro” (2018) – di Gianluca Fregni

Una giovane band di Casale Monferrato che abbiamo già ospitato sulle pagine di Magazzini Inesistenti in occasione dell’anteprima del loro video, “Condizionale” ed ora approfittiamo per tornarne a parlare in maniera più approfondita. La ricetta è semplice, non siamo in cerca di grandi innovazioni che cambieranno la storia della musica ma non per questo meno degna di interesse. I Beforse Sunset hanno qualcosa di originale e questa è cosa sempre rara e degna di nota, niente che possa richiamare direttamente la musica di altri artisti se non suggestioni ed influenze che sono più che giustificate in una giovane band. In questo alcune cose riescono meglio di altre, in particolare i brani più energici come Condizionale, che ha una matrice British, tra Franz Ferdinand ed Arctic Monkeys, con chitarre più aggressive, quasi punk, mentre la registrazione è impeccabile; belle anche le armonie vocali, gli stop&go e torna alla mente un nome non più celebrato, quello dei nord irlandesi Therapy? che hanno avuto una loro stagione di gloria prima del 2000, mettendo d’accordo i fan di alternative, punk e metal. I testi variano tra l’intimista e il generazionale, per questi ragazzi poco più che ventenni che però mostrano di avere un background di ascolti rock molto vari e approfonditi e, brani all’apparenza semplici come Welsh, rivelano in realtà un grande lavoro di arrangiamento e un buon affiatamento. Dammi Un Cielo sembra una canzone di altri tempi, una strofa che potrebbe essere degna di un cantautore e un ritornello esplosivo come quelli di Zen Circus o Gazebo Penguins. La colpa è mia è invece una ballad dark wave che non brilla nel repertorio del gruppo, un po’ troppo di maniera… il cantato enfatico non si addice molto alle corde di Alessandro Demaria, più a suo agio su tonalità più alte. Il cedimento dura però poco e l’album riparte con Playmobil, riuscita sia per soluzioni musicali sia per il testo che si fa ricordare ed è valida anche Legnaia, in cui ci troviamo dalle parti degli Interpol, a livello sonoro, mentre il cantato ha più un’attitudine punk. Va segnalato il lavoro anche di Luca Civitillo, alla chitarra, Matteo Carenzo, basso e voce e del drummer Luca Ansaldi, autore di alcuni passaggi di gran gusto e per niente scontati, sempre al servizio della dinamica e della canzone. “Paura Del Futuro” è il seguito del debutto autoprodotto “Tufo”, datato 2016 e ne rappresenta la giusta evoluzione. La direzione è quella giusta, non resta che proseguire e crescere.

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