Beatles: “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (Anniversary Super Deluxe Edition 2017) – di Andrea Sala

Era alquanto attesa una special release del capolavoro dei Beatles, in occasione del 50° anniversario della prima pubblicazione. Effettivamente la EMI ha finalmente scoperchiato il vaso di Pandora delle sessions del 1967 ma, soprattutto, ha dato il via ad un serio remix dell’album, rompendo la tradizione che voleva inviolabili i master originali dei Fab Four. In questa recensione, non parlerò dei contenuti musicali del disco, ormai analizzati in tutte le salse, bensì di quelli tecnici, introdotti con il rimixaggio di Giles Martin (figlio di George Martin) e dei contenuti extra presenti nelle edizioni Deluxe e Super Deluxe. Personalmente, non ho saputo resistere e ho acquistato l’edizione più completa, che ci presenta in un massiccio box da libreria, con cover tridimensionale, ben 4 CD, 1 DVD e 1 Blu Ray, oltre ad un lussuoso libro e a tutti i gadgets contenuti nella release originale del 1967. Il primo Cd contiene la versione rimixata dell’album, il secondo e il terzo contengono moltissimi e interessantissimi studio outakes, mentre il quarto ci propone il remix mono del disco oltre a versioni diverse, sempre mono, di alcuni brani e del singolo Strawberry Fields / Penny Lane. Il Blu Ray e il DVD hanno il medesimo contenuto che differisce solamente per la qualità audio e video dei contenuti. A questo proposito, i video presenti ci regalano le versioni restaurate di A Day in the Life, Strawberry Fields e Penny Lane, oltre ad un interessante documentario sulla storia dell’album. Il primo ascolto ci porta immediatamente la sensazione che il lavoro di Giles Martin si senta molto chiaramente. La registrazione riacquista uno smalto che nulla ha da invidiare ad incisioni molto più recenti. Sia l’equalizzazione che l’editing della collocazione spaziale degli strumenti e delle voci, differisce dalla versione stereo classica, togliendo quell’effetto un po’ anacronistico di sentire la voce solista in uno solo dei due canali. Ora la voce solista appare più centrata, mentre sono stati allargati gli angoli degli strumenti solisti, per rispecchiare di più il lay out della band sul palco (chitarre a destra e sinistra, basso e batteria centrali). Gli effetti speciali sono invece stati lasciati al loro posto originale, in modo da comunicare all’ascoltatore storico, le stesse sensazioni del mix originale. I suoni di basso e batteria sono nettamente più puliti e profondi, mettendo in evidenza il grande lavoro di pulizia effettuato sui nastri originali. Sono entrato quindi nei dettagli dei files audio e le differenze osservabili tra nuovo mix e remaster 2009 sono alquanto evidenti.

Infatti, montando in parallelo le due versioni della prima canzone, notiamo immediatamente che la forma dell’onda sonora è molto differente, con una maggior potenza sonora media a favore del nuovo mix (banda verde in alto). A questo punto ho voluto analizzare in dettaglio le frequenze presenti nelle due versioni e, come potete osservare dalle due immagini, nello stesso istante, le componenti armoniche presenti, differiscono drammaticamente. Inoltre, le frequenze alte presenti nella nuova versione si estendono fino a 24 kHz, mentre nella versione del remaster 2009, crollavano a 22 kHz. Questi 2000 Hz in più rendono una maggior chiarezza dei suoni acuti e donano una maggior naturalezza all’ascolto.

Riascoltando il disco nel suo assieme, non si ha certo la sensazione che sia stato inciso 50 anni fa. I contenuti del disco due e tre sono alquanto interessanti. Per prima cosa, ci vengono presentate versioni primordiali dei brani del singolo (Strawberry Fields Forever e Penny Lane) per poi regalarci i due remix attuali, effettuati con gli stessi criteri dell’album. In pratica tutti i brani del disco originale ricompaiono in versioni primordiali o alternative, a comporre un interessante collage, per lo più privo di effetti speciali, aggiunti poi con intelligenti sovraincisioni; ma il pezzo forte, a mio avviso, è il brano nr. 13 del disco due. Infatti ci viene indirettamente svelato un piccolo segreto: il significato dello storico accordo finale di A Day in the Life. In questo outtake, i quattro baronetti, intonano l’accordo in un coro a cappella, pronunciando il mantra “OM”. Si capisce quindi che nelle intenzioni originali, si voleva utilizzare questa armonia vocale per concludere il brano più famoso, congedandosi dal pubblico con “un suono primordiale che ha dato origine alla creazione, la quale viene interpretata come manifestazione stessa di questo suono”. In conclusione, non posso però non citare i contenuti di DVD e Blu Ray che ci propongono, per la prima volta, Sgt. Pepper in versione DTS HD 5.1 (96 kHz 24 Bit), creando un’ulteriore frontiera di ascolto che ben si sposa con i contenuti dell’opera. Infatti il remix multicanale, affianca le migliorie del remix stereo con le opportunità della presenza dei due diffusori posteriori e di quello centrale. Molti effetti e arrangiamenti, si possono ora ascoltare come “orbitanti”, mentre suoni fuori campo, come gli applausi, sono stati spostati verso i diffusori posteriori, in modo da simulare per l’ascoltatore una posizione al centro dell’audience virtuale. Ovviamente, per poter ascoltare questa versione è necessario disporre di un decoder digitale “home theatre”.

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