Barry Adamson: “Moss side story” (1989) di La Firma Cangiante

Siamo nel 1989 quando esce l’album “Moss side story”, sorta di colonna sonora ideale per un’altrettanto ideale e mai realizzato film noir; ma la carriera di Barry Adamson, nonostante questo sia il suo album d’esordio, non inizia certo qui. Nel curriculum del compositore polistrumentista compaiono trascorsi con i Magazine (al basso), con i Visage di Midge Ure già nella formazione originale e, a metà degli anni 80, con i Bad Seeds di Nick Cave. Il pallino per il genere noir cinematografico muove Adamson verso una carriera solista come compositore di colonne sonore. In questa veste collabora con Oliver Stone (“Natural born killers” 1994) e David Lynch (“Strade perdute” 1997, insieme a Trent Reznor)Adamson è originario del Moss Side, quartiere di Manchester, nel quale ambienta, grazie a questa sua prima opera, l’immaginario film noir che sarà filo conduttore di tutto l’album. Non c’è trama, non c’è film. Ci sono i titoli e c’è la musica, un’ottima composizione anche se non accompagnata da immagini, lontana dal classico score cinematografico. Il nome dell’album nasce da una commistione tra il quartiere del Moss Side e il titolo del musical West Side Story”. L’apertura, con The wrong side of relaxation, scatena l’immaginario dell’ascoltatore… a ognuno il suo: una grande città, vicoli bui, esterno notte, fumo bianco che fuoriesce dalle grate sull’asfalto, una donna che fugge terrorizzata (con il contributo di Diamanda Galas), tacchi che battono sul cemento, una presenza impalpabile e inquietante alle spalle. O forse non è così: lei non ha nulla di cui preoccuparsi Mr. Adamson. La femme fatale? Le composizioni mischiano influenze industriali a strumenti caldi, passaggi più classici a svisate sperimentali senza mai inficiare la fruibilità d’ascolto. Ritmiche insistenti come inseguimenti d’auto, stralci di misteriose telefonate, richiami a grandi compositori come Angelo Badalamenti e Henry Mancini, scarti improvvisi come l’ingresso del sax su di un’inquieto panorama industriale in Sounds from the big house e pezzi di quelli che da un’intenzione noir non ti aspetti altro (Suck on the honey of love). Momenti cupi, aperture romantiche e un finale aperto a tutto… un aereo in decollo e un lieto fine. O forse no? Nelle bonus track una Alfred Hitchcock Presents con improvvisazione e The man with the golden arm.

Barry Adamson: tutti gli altri strumenti, campionature. 
Seamus Beaghen: Hammond, piano, chitarra ritmica, marimba.
Audrey Riley: violoncello. Chris Tombling: violino. Philippa Holland: violino.

Sonya Slany: violino. Diamanda Galas: voce. Gary Barnacle: sassofono. 
Marcia Schofield: tastiere, sassofono. Joe Sax: sassofono. 
Rowland S. Howard
: chitarre. John Doyle: percussioni.

Annie Hogan: vibrafono. Chris Pitsillides: viola. Enrico Tomasso: tromba.

01 On the wrong side of relaxation. 02 Under wraps. 03 Central control
04 Round up the usual suspects. 05 Sounds from the big house. 06 Suck on the honey of love
07 Everyting happens to me. 08 The swinging detective. 09 Autodestruction.
10 Intensive care. 11 The most beautiful girl in the world. 12 Free at last.
13 Alfred Hitchcock presents. 14 Chocolate milkshake. 15 The man with the golden arm.

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