Baobab Romeo: “Hum” (2018) – di Gianluca Fregni

Da Mantova una nuova formazione che arriva con un album ottimamente prodotto, all’insegna della contaminazione tra elettronica e canzone, un background rock che però è sommerso tra suoni di synth e drum machine, e la voce a volte assume venature soul. I Baobab Romeo scelgono la carta della pubblicazione in CD e vinile, oltre che digitale, scelta che potrà portare loro soddisfazioni. Difficile inquadrare il loro suono, perché cercano attentamente di rifuggire ai generi. Ci sono tracce di Nine Inch Nails nella scrittura dei vari brani, come ad esempio in Island; però privi delle tendenze rumoriste e industriali del gruppo di Trent Reznor. La voce di Mattia Bresciani ha toni caldi, e in più episodi le sue melodie ci hanno fatto pensare a quelle del Peter Gabriel più elettronico e, in un brano come, Vulcano, anche l’arrangiamento e la scelta sonora procede in quella direzione, senza però mai scadere nella copia. Marvin è uno dei brani che risaltano di più nel disco, in cui la produzione è sempre molto controllata e puntuale, con ogni suono al proprio posto e poche parti strumentali ma molto incisive. L’atmosfera qui è davvero internazionale, il gruppo mantovano non ha infatti alcun complesso di inferiorità nei confronti di artisti stranieri e non cade in scorciatoie facili. Nel disco c’è una malinconia di fondo, alla maniera dei lavori di The Knife o Fever Ray, forse una delle realtà a cui possiamo avvicinare maggiormente i Baobab Romeo, pur con le dovute distinzioni nell’approccio vocale e lirico. Hex, con i suoi oscillatori e rumori ambientali ci fa viaggiare in territori inesplorati, e talvolta diventa difficile trovare dei paragoni per la musica del gruppo e, la cosa non può essere altro che sintomo di originalità. Non sappiamo come questa formula potrà poi essere tradotta dal vivo ma è certo che un disco del genere può generare diverse aspettative: forse manca solo un elemento per raggiungere la perfezione ed è la presenza di uno o più singoli in cui la melodia della voce non sia solo un’altra parte strumentale ma funzioni da vera e propria guida per la canzone. Anche qui però c’è un’eccezione ed è ìs, la traccia che chiude il disco, che forse avrebbe meritato ben altra collocazione nella scaletta.

Registrato, mixato e masterizzato da Emanuele Battisti al Baffo Music Studio di Lille (Francia)
Artwork: Isabella Bersellini.

Formazione: Mattia Bresciani: voce, batteria elettronica synth. 
Sebastiano Confetta: chitarra, elettronica, synth. Davide Bianchera: basso, synth

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