BandaJorona: “Io So’ Me” (2018) – di Marco Valerio Sciarra

Quando smette di diffondersi l’ultima nota del brano che stai ascoltando e di cui hai preso il ritmo, senti il sudore colarti dalla tempia, lo asciughi con un gesto spontaneo passando i polpastrelli delle dita e pensi: mi sono stancato, ho sudato, ho il fiatone ma ne è valsa la pena. Ogni volta che ti butti nella danza dell’amore tutto sembra perfetto anche quando perfetto non è. Ma è proprio questa imperfezione che fa pregustare la bellezza dell’attimo assoluto. La BandaJorona nel disco “Io So’ Me” (Squilibri Editore 2018) coglie dieci attimi di questa imperfetta perfezione e ne fa dieci serenate dedicate alla vita, a Roma, che sa essere perfetta nella sua imperfezione come nessun’altra metropoli. Nella sua sfuggente identità di questo periodo storico, caratterizzato da una multiculturalità liquida, che ininterrottamente scorre e si trasforma, continua a mantenere una sua personalità fiera anche se leggermente infiacchita, arrancante ma che sa muovere ancora i suoi passi di danza come una provetta ballerina. Bianca Giovannini, Desirée Infascelli, Daniele Ercoli che da tanti anni ormai si sono riuniti attorno al progetto BandaJorona (Jorona è il nome nato durante l’esperienza sudamericana di Bianca Giovannini), partendo da una profonda appartenenza al più classico cantautorato radicato nel Folk romanesco, riescono a innestare elementi legati alle sonorità più diverse per rappresentare al meglio questa odierna molteplicità culturale che si respira nelle metropoli senza dimenticare i lati identificativi veraci. Così il Folk e il cantautorato attenti alla difficoltà esistenziale che si consuma nella periferia più povera (di pasoliniana memoria) si fondono all’elettronica, in alcuni momenti, e in altri alla passione in note del Tango. Il pensiero portante è quello di Bianca Giovannini, con i suoi testi e la sua voce ma è fondamentale il supporto agli arrangiamenti e, in alcuni casi ai testi, di Desirée Infascelli con la sua fisarmonica, e Daniele Ercoli al contrabbasso. A impreziosire i brani la presenza di musicisti tra i più impegnati e validi del momento: basta citare Mario Castelnuovo che presta parole e voce, o Daniele Sepe con il suo Sax, Gabriele Caporuscio al mandolino, Antonio Ragosta alle Chitarre e, ancora, Piergiorgio Faraglia presente con voce e chitarra, Alberto Menenti alla produzione e tanti altri… una vera squadra d’eccellenza. Tutti a sedurre l’ascoltatore cercando di fargli trovare l’orientamento, disorientandolo, in questa varietà di atmosfere che invitano alla riflessione e al ballo per gustare la diversità più assoluta costituita da infinite perfette imperfezioni, senza comunque impedirgli di gridare come in uno sfogo e a rivendicare con orgoglio l’imperfetta perfezione della propria identità:“Io So’ Me”.  

Tracklist: 1. Io so’ me. 2. Il poema dei visionari. 3. La signora del quinto quarto.
4. Le scarpe nove. 5. Pazzo pupazzo. 6. La rosa sbagliata. 7. La depre.
8. Er sorcio e ‘r gabbianello. 9. I fascismi, ora. 10. Tudu song.

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