Banco del Mutuo Soccorso… In memoria – di Fabrizio Medori

In memoria di Francesco Di Giacomo e di Rodolfo Maltese

Le notizie luttuose, purtroppo, ci colpiscono sempre, e dopo la scomparsa di Francesco Di Giacomo, storica e inimitabile voce del Banco, è volato via anche Rodolfo Maltese: un’altra dolorosissima perdita per tutta la scena musicale italiana. Francesco aveva iniziato la sua carriera professionale a metà degli anni ’60 nel gruppo Le Esperienze, insieme a Pierluigi Calderoni e Renato D’Angelo. Nella sua lunga carriera ha esplorato tantissimi percorsi, dal beat al rock classico, al prog, al soul, alla musica etnica, al fado portoghese; fino alle collaborazioni con gruppi più giovani, come i Tetes de Bois. Rodolfo, contattato da Vittorio Nocenzi per entrare nella prima formazione del “Banco”, aveva rifiutato per precedenti impegni, presi in ambito musicale e artistico. Dal ’66 era il chitarrista degli Homo Sapiens, e rimase con loro fino al 1972, quando accettò l’invito di Vittorio a una collaborazione che doveva essere sporadica, e che invece si protrasse per oltre quarant’anni.
Quando, nel 1970 i tre componenti de Le Esperienze erano stati contattati da due giovani fratelli…
Vittorio e Gianni Nocenzi, per la formazione di un nuovo gruppo, decisero di buttarsi, insieme al chitarrista Marcello Todaro, proveniente dai Fiori di Campo, nella nuova avventura… il Banco del Mutuo Soccorso. I fratelli Nocenzi avevano già registrato un Lp, “Donna Plautilla”, rimasto nel cassetto per oltre 20 anni, mentre gli altri erano attivi nei club romani e sulle navi da crociera. La leggenda narra che le prime esibizioni pubbliche delle Esperienze avvennero proprio su una nave, e che durante una serata con il mare un po’ agitato, dovettero legare Francesco a una colonnina per farlo rimanere in piedi durante l’esibizione. Poi, probabilmente al Festival di Caracalla, ci fu il fatidico incontro fra quelli che andarono a formare il primo nucleo conosciuto del Banco. Il gruppo sviluppò una parte delle tematiche già presenti in “Donna Plautilla” e creò nuove canzoni, uscendo sul mercato con il primo Lp, il cosiddetto “salvadanaio”. Un bellissimo disco, contenuto in una copertina sagomata a forma di salvadanaio, croce e delizia di tutti i collezionisti di dischi. Già dal primo lavoro si impone come marchio di fabbrica del gruppo la splendida voce di Francesco, che sembra volare su un tappeto strumentale assolutamente inedito per la musica “made in Italy”. Il disco, pieno di riferimenti musicali e letterari differenti magistralmente orchestrati, si apre con una frase che è rimasta impressa nelle menti di decine di migliaia di appassionati… “Da qui, messere, si domina la valle”. Da quel punto, infatti, ha avuto inizio una carriera che ha portato il gruppo a una immediata popolarità nazionale (e al contratto con l’etichetta internazionale Manticore di proprietà di Emerson, Lake & Palmer con la quale il Banco pubblicò due dischi) ad un ultimo periodo di grande successo, con una serie di canzoni fortunate, come Buone Notizie, Moby Dick e Paolo Pa. Dopo il secondo lp, “Darwin”, Rodolfo Maltese era subentrato a Marcello Todaro, che negli anni seguenti diventò uno dei fonici più conosciuti e apprezzati in Italia. Con l’ingresso del nuovo chitarrista, nel terzo disco, “Io Sono Nato Libero”, il suono del Banco acquistò tutta una serie di colori e di sfumature inedite, considerando la bravura di Rodolfo nel suonare anche tromba e flicorno. La nuova formazione attraversò trionfalmente tutto il periodo d’oro del Pop Italiano, vivendone tutte le fasi in posizione privilegiata, sempre in prima fila. Poi, con il tramonto del progressive, il gruppo diminuì di molto la sua attività in studio di registrazione, continuando, però, a girare l’Italia con i suoi concerti. Negli anni ’90 il Banco realizzò anche tour internazionali, in Messico, Stati Uniti e Brasile.
Francesco Di Giacomo, da una parte mise il suo sterminato talento a disposizione di altre realtà musicali, collaborando con Sam Moore, in una bella versione di Hey Joe, con Eugenio Finardi, in un progetto dedicato al fado portoghese, con i suoi compagni Calderoni e Maltese negli Indaco…  fino a duetti con i Tete de Bois e con Er Piotta. Rodolfo Maltese, invece, ha dato vita ad un numero impressionante di collaborazioni e a tantissimi progetti, elettrici ed acustici, originali o tributi; suonando tutte le musiche che lo appassionavano… dal Rock al Jazz, dalla musica etnica del mediterraneo alla musica sudamericana, sempre con la capacità di emozionare e stupire l’ascoltatore.
Da ricordare, infine, sono le partecipazioni del cantante a tre famosissimi film di Federico Fellini… Satyricon, del 1969, Roma, del 1972 e Amarcord, dell’anno seguente. 
Da anni appassionato cultore della tradizione culinaria laziale, mi piacerebbe ricordarlo con un aneddoto del periodo più fortunato del gruppo. Durante le prove di un concerto londinese alla Roundhouse (antica chiesa sconsacrata trasformata in auditorium) il gruppo fu interrotto da uno squilibrato che entrò nel teatro a bordo di una moto di grossa cilindrata. Francesco stava per scendere dal palco con intenti bellicosi, ma i suoi improperi dovettero cessare quando il “folle” si tolse il casco… era Keith Emerson, loro discografico nonché comproprietario del teatro.
Il saluto a due grandi realizzatori di sogni musicali, lo affidiamo a un verso della coppia
Nocenzi/ Di Giacomo… “Perché volete disturbarmi se io forse sto sognando un viaggio alato?”

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banco medori

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