“Banana Republic” – Dalla e De Gregori nella storia della musica italiana – di Fabrizio Medori

Il classico esempio di come, nell’arte e soprattutto nella musica, 1+1 non sempre fa 2.
A volte succede che il risultato sia inferiore, ma qualche volta il risultato è di gran lunga superiore, come in questo caso. Tradizionalmente i musicisti italiani sono poco inclini alla collaborazione, alla creazione di un “soggetto artistico” che preveda pari dignità per diversi partecipanti. In Italia si sono avute “partecipazioni speciali”, collaborazioni, più o meno palesi, tra artisti diversi, occasionali duetti, soprattutto in televisione, ma non era mai capitato di vedere due grandi star del calibro di Lucio Dalla e Francesco De Gregori unire le proprie forze per un progetto comune. Banana Republic prevedeva una lunga tournée, un Lp, un paio di singoli ed un film e tutto fu realizzato, con grande gioia per il pubblico e grande aumento di popolarità per coloro che parteciparono all’evento, i due cantanti, il comprimario Ron, i musicisti coinvolti e tutto lo staff organizzativo. Durante gli anni 70 non tirava un’aria positiva per i concerti dal vivo. I live stavano diventando un business superiore a quello discografico, ed il pubblico, o meglio una piccolissima parte di pubblico, poco interessata all’aspetto artistico, aveva fatto di tutto per dare una pessima fama agli organizzatori di eventi rock della penisola. Sia Dalla che (soprattutto) De Gregori avevano dovuto fare i conti con alcuni esponenti dei gruppi della contestazione giovanile, che pretendevano spettacoli gratuiti, sempre e comunque. Probabilmente l’operazione non prevedeva il successo effettivamente avuto, e la paura di incidenti era piuttosto elevata ma, fortunatamente, tutto andò liscio e non si segnalarono incidenti. Pochi mesi prima c’era stata un’altra storica collaborazione, quella tra Fabrizio De André e la P.F.M., che aveva fruttato un bel tour, documentato da due splendidi dischi dal vivo. Il progetto consisteva nel riarrangiare alcuni classici del cantautore genovese, senza nessun accenno al repertorio della Premiata, tant’è che la copertina dei dischi riporta la dicitura Fabrizio De Andre’ con gli arrangiamenti della P.F.M.. Dalla e De Gregori, invece, non solo si spartiscono equamente il repertorio, pescando tra le tante perle composte da ognuno di loro, ma creano un piccolo spazio a parte, fatto di brani composti per l’occasione e di interpretazioni di brani altrui. Il primo prodotto del duo è il singolo Ma Come Fanno I Marinai… sul retro Cosa Sarà, un 45 giri che entrò immediatamente in classifica, decretando un successo che andava oltre la somma delle fortune raccolte dai due, separatamente. Sull’onda dell’entusiasmo, l’allegra carovana, formata dai musicisti che accompagnavano entrambi gli artisti, da Ron e da una nutrita squadra di tecnici, parte per una storica serie di concerti, in tutta Italia. A parte l’eccezione di Milano, saltata probabilmente a causa degli incidenti che avevano colpito, in precedenza, i concerti di tutti e due i titolari della nuova ragione sociale, furono toccate tutte le più grandi città italiane, nel più fortunato tour del 1979. Prima della fine del giro degli stadi, la RCA pubblicò il disco dal vivo, che raggiunse in tempi da record la vetta delle classifiche di vendita. L’album, grazie anche alla sua indovinata veste grafica, racchiudeva perfettamente l’essenza del concerto Banana Republic, fotografando perfettamente un’atmosfera unica ed un amalgama musicale perfetto. Si inizia con il bano che intitola il tour ed il disco, Banana Republic, nel quale i due cantanti mescolano le voci in una melodia scritta da Steve Goodman e tradotta da De Gregori. La canzone, entrata di corsa tra i classici italiani, parla dei “buen retiros” sudamericani dove i miliardari (amerikani) vanno a concludere la propria esistenza, cullati da una melodia nostalgica ed esotica allo stesso tempo. Subito dopo c’è Un Gelato Al Limone, scritta da uno dei più fortunati autori della RCA, Paolo Conte, che all’epoca non aveva ancora raggiunto la fama come interprete. La canzone viene arrangiata in un allegro stile boogie-woogie, cantata da tutti e due i protagonisti del tour. Ancora insieme, i due presentano una breve versione di La Canzone Di Orlando (di Dalla) alla quale segue il solo De Gregori, con la sua Bufalo Bill. Dalla, da solo, poi risponde con Piazza Grande, a chiudere il lato A del disco. Girato il vinile, ci si trovava di fronte ad una splendida versione reggae della più famosa canzone di Lucio Dalla… 4 Marzo 1943, armonizzata dallo stesso autore e da De Gregori. Il cantautore romano presentava poi le sue Santa Lucia e Quattro Cani, prima del gran finale. Introdotta da un accenno della storica Addio A Napoli, Dalla e De Gregori intonavano la trionfale Ma Come Fanno I Marinai, che concludeva il disco… e anche i concerti, dopo aver presentato i musicisti coinvolti nel progetto. Al disco seguì il film (che qui vi proponiamo integralmente) proiettato nelle sale cinematografiche e trasmesso, qualche mese dopo, in televisione. Nella versione cinematograficasono inserite diverse canzoni non presenti nella versione discografica, e tra queste spiccano Pablo e Niente Da Capire, di De Gregori, Com’è profondo Il Mare, Disperato Erotico Stomp e L’Anno Che Verrà, di Dalla, nonché… I Ragazzi Italiani, cantata dal suo autore, Ron. Tutta l’operazione Banana Republic fu un grande successo e, nonostante i vari tentativi di imitazione, è rimasta unica e, sicuramente, irripetibile.

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