B.I.T. Danielle Di Majo e Manuela Pasqui: “Come Again” (2021) – di Ignazio Gulotta

Come inevitabilmente accade per quasi tutti gli album in uscita in questo periodo è d’obbligo il riferimento alla pandemia, se non altro perché la reclusione, il distanziamento sociale, il vietare qualunque forma e attività sociale e culturale sono proprio l’antitesi del fare musica, del suonare, che è invece atto comunicativo, empatico, da vivere e convivere insieme. Partiamo quindi da queste dichiarazioni delle due musiciste protagoniste del progetto B.I.T., acronimo che sta per Back In Time: «Nato nel pieno della pandemia questo album ha per noi un significato speciale: il desiderio di ricominciare a essere insieme, di resistere, di comunicare e di farlo attraverso la musica». B.I.T. è un duo composto dalla pianista Manuela Pasqui che ha curato gli arrangiamenti e da Danielle Di Majo ai sax alto e soprano. Dei nove brani che compongono “Come Again” (Filibusta 2021) due sono composizioni originali, gli altri attingono a un repertorio classico e della tradizione, si va da Monteverdi e Schubert a madrigalisti e trovatori. Un repertorio colto e alto a cui le due musiciste si ispirano per la loro rilettura in chiave jazzistica, molto attente a non enfatizzare, a non lanciarsi in virtuosismi tecnici ma anzi, quasi scarnificando, cercando di cogliere l’essenzialità e l’intima profondità della musica.
L’improvvisazione gioca un ruolo importante e ben si concilia con una direzione musicale che vuol cercare una profonda sintonia con chi ascolta, quasi a voler contrastare il deserto comunicativo in cui siamo inopinatamente piombati. Non è certo un caso che il filo conduttore dl disco sia il tema dell’amore, visto nelle sue molteplici sfaccettature, fonte di gioia e di tristezza, di inquietudine e di bellezza. E non è un caso che la canzone con cui si inizia, opera del troubadour francese Thibaut de Chanpagne, si intitoli Amour Me Fait Commencer une Chanson, incipit che ben si adatta a tutto l’album. La canzone è affrontata tenendo sempre presente la linea melodica, mantenendone la dolcezza e la raffinatezza, mentre il dialogo fra il pianoforte e il sax affida al primo il tono più energico e tumultuoso e al secondo le tonalità più notturne e malinconiche. I due strumenti sono invece in sintonia nel delineare l’accorata tristezza del desiderio amoroso in Come Again. Ma in questi, come in tutti gli altri brani e nelle due composizioni originali, le due musiciste non alzano mai i toni, si mantengono anche emotivamente molto misurate nel giocare fra sentimentalismo e romanticismo.

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