Avion Travel at “Settembre al Borgo 2018” – di Marina Marino

Anfiteatro della Torre di Casertavecchia, 6 Settembre 2018. Qualche riga da fan degli Avion Travel, premetto e ammetto. Li seguo e amo da oltre vent’anni, non potevo non vederli giocare in casa, nella loro Caserta, in un suggestivo e singolare angolo, quasi un piccolo parco, retrostante la Torre dell’Orologio. Presentano il loro ultimo album, ”Privè”. La formazione ha raggiunto una maturità  artistica e forse umana da stupire. Finalmente stupire,  lasciarsi invadere dallo stupore,  sentirsi fluire e non estrarre. Liberi, forse. Peppe Servillo costeggia la forma del teatro-canzone, canta con il viso,  gli occhi, il corpo intero, si permette di dare le spalle al pubblico per regalarci anteroversioni del bacino che non necessitano commenti: A me gli occhi, Inconsapevole, la voce diventa strumento, sussurra, ammalia, una voce da sottopelle. Su Come si canta duetta con Petra Magoni una gemma di sguardi complici e sensualità densa, un lieve baciamano (con Guccini direi “mi da un piacere assurdo la sua antica cortesia”). I Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti si esibiranno la sera seguente, per ora tocca a Fabrizio Spinetti suonare la chitarra di  Fausto Mesolella  al quale si accenna in un commosso ricordo: il dolore, credo, più è grande e più perde parole. Alfabeto, L’Amore Arancione, Privè, il brano che regala il titolo all’album in cui alcuni pezzi sono lavoro di Fausto. Dolce Amaro  tocca vette di profonda, dolce, autentica malinconia senza perdere un’oncia di ironia. Sulle famose Aria di te, Abbassando e Dormi e sogna (“ ninna nanna per una sposa”), il pubblico canta qualche brano, forse dentro alla sua storia.  Servillo in casa sembra rilassato (Ho fatto le Medie dai Salesiani, a via Roma) ma chi può dire quel che sembriamo e quel che siamo. Cantiamo anche su Sentimento, Cuore Grammatico, sul bis di Piccolo Tormento. Gli artisti hanno fatto il loro spettacolo, una sublime congerie di teatro, musica, sensualità, ironia e una sottesa malinconia: lo scorso anno la manifestazione era interamente dedicata a Fausto Mesolella, aneddoti, rimpianti, parole, tante, forse troppe. Nel piccolo spazio che si svuota dalle casse risuonano le note di Suonerò fino a farti fiorirela presenza di Fausto diventa materica, tangibile, come  chiunque abbia perso qualcuno di caro sa, si annaspa, si sorride, si ricorda. “Assenza eterna presenza” direbbe Pedro Salinas: no, qui stona e stride quella che è diventata una citazione feisbukkiana.  Usciamo,  dentro musica e ricordi, fuori un vicolo antico e la vita in attesa. La serata non è ancora finita. Il Duomo di Casertavecchia, con il crocifisso sospeso, pendente come un pensiero, ieratico e sacrale sembra la cornice adatta per questo spettacolo seguente che sembra un rito, a cui avvicinarsi piano piano e da ascoltare con  una sorta di timore reverenziale o, più semplicemente da ascoltare in punta di cuore. Il maestro Luigi Lai, con una storia artistica che merita quasi soggezione, con il polistrumentista Fabio Virgiolu, suona per noi le launeddas, illustrando, con semplicità e precisione, ogni brano, dall’ inizio della Messa, all’Offertorio, ai suoni che accompagnavano l’intera funzione, fino alla danza finale che, prima che fosse proibita da un arcivescovo spagnolo, si svolgeva all’interno della chiesa, e la bellezza dell’onorare il proprio Dio nella sua casa con la danza è difficile da immaginare. Ottusa cecità di chi, non capendo, non vedendo, proibisce. Ci si sente onorati di ascoltare i due virtuosi, nella penombra del Duomo, diventa un privilegio lo schiudersi temporaneo della magnifica e misconosciuta cultura sarda, che in quel momento me la fa preferire a qualsiasi tarantella.

Foto Pietro Previti © tutti i diritti riservati
il video di “Sentimento” è gentilmente concesso da Informazione Cultura Spettacolo
https://www.youtube.com/channel/UCxZfn6bihRl-vydV9FM3D8Q

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