Atlanta Rhythm Section: “Champagne Jam” (1978) – di Luca Paoli

Nel 1978 il southern rock sta pian piano tramontando travolto anche lui dal punk, dalla new wawe e dalla disco music. I gruppi più importanti del rock del Sud (Allman Brothers Band, Lynyrd Skynyrd, Marshal Tucker Band, Charlie Daniels Band) hanno annacquato il loro sound con dosi massicce di country commerciale e, in alcuni casi, di hard rock radiofonico. Anche la sfortuna ci ha messo lo zampino malefico con molte morti. Tristemente famoso è l’incidente aereo accorso ai Lynyrd Skynyrd il 20 Ottobre del 1977, quando il loro aereo che li stava portando  Baton Rouge (Louisiana), si schianta. In quella circostanza perdono la vita il cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista Steve Gainese e la corista Cassie Gaines (sorella di Steve). Gli altri membri della band rimasero feriti gravemente. Altrettanto famosi i due incidenti in moto che uccisero, nell’arco di un anno, Duane Allman e Berry Oakley a Macon loro città natale. In questo filone di gruppi sudisti si inseriscono anche gli Atlanta Rhythm Section dalla Georgia. Il loro southern rock è più soft e potremmo definirlo “Southern Pop”. Appunto in quell’anno (1978) gli Atlanta Rhythm Section escono sul mercato con il loro album forse di maggior successo “Champagne Jam” arrivando al N°7 della classifica pop. La formazione è formata dal cantante Ronnie Hammond, dai chitarristi Barry Bailey e J.R. Cobb, dal bassista Paul Goddard, dal tastierista Dean Daughtry e dal batterista Robert Nix che produce anche il disco. Un’incisione piacevole divisa da brani dal buon tiro e ballate ad ampio respiro. Un disco tra il southern rock ed il pop del periodo. Si parte con Large Time, ottimo inizio con le Gibson in prima fila a sostenere il ritmo di un ottimo pezzo rock. I’m Not Gonna Let It Bother Me Tonight è invece una ballata mid tempo sostenuta da un piano elettrico ed ottime armonie vocali, con un ritornello che ti entra in circolo subito. Si passa poi alla ballatona romantica di Normal Love troppo sdolcinata. La Tittle Track ci riporta su territori southern con un sound blues dove le chitarre elettriche ed il piano elettrico dialogano che è un piacere, con un ottimo solo di basso elettrico del grosso Paul Goddard. Imaginary Lover è la ballata che sbanca le classifiche e che ti entra in circolo fin dal primo ascolto. The Ballad of Lois Malone è un bel rock dall’andamento disteso con le chitarre elettriche ed un bel pianoforte a creare melodia e ritmo, con le armonie vocali di notevole impatto. Altro brano dal piacevole sound moderato ma che marchia indelebilmente il loro stile è The Great Escape. L’album si conclude immerso nell’atmosfera soft di Evileen, con un bel solo centrale di chitarra elettrica ed il piano elettrico a dare quel minimo di ritmo. Sempre ottime le voci. In definitiva, un eccellente album di Soft-Southern Rock, dove le ballate hanno un ruolo fondamentale e creano il mood giusto per una mezz’ora di sana musica americana del sud da ascoltare anche come sottofondo, mentre leggete l’ultimo libro di James Lee Burke… o quel che vi pare.

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