“Ascenseur pour l’échafaud” 1958 – di Marco Sciarra

Una grande colonna sonora per un grande film… questo è certo.
“Ascenseur pour l’échafaud”, del 1958, non smette mai di evocare  le emozioni forti dei suoi protagonisti, sulla pellicola e nella musica, accomunando così tutti gli elementi dell’Opera in uno splendido mosaico d’insieme consegnato alla Storia e ai nostri sensi che tutte le volte sì risvegliano magicamente al semplice evocarlo… Ascensore per il patiboloo se preferite Elevator to the Gallows.
Anticipando tutti gli altri cineasti della Nouvelle Vague, Louis Malle gira la sua opera prima nel 1957.
Un Noir, una storia di amanti diabiolici, con un cast da brividi…
Maurice Ronet, Jeanne Moreau, Jean-Claude Brialy, Georges Poujouly, Yori Bertin, Jean Wall,
Ivan Petrovitch, Félix Marten, Elga Andersen e Lino Ventura.
In particolare, il film consegna alla leggenda Jeanne Moreau che, con la sua splendida interpretazione, finisce per incarnare il modello di donna che il nuovo corso del cinema francese cercava…
un’antidiva che sapesse rappresentare le pieghe più intime dell’erotismo femminile, la tragica sofferenza interiore riflessa nei gesti e nella naturale decadenza del corpo, specchio dell’anima.
La fatica di vivere e di amare raccontata senza veli… con un realismo che diventerà modello per cineasti come Godard, Antonioni, Bergman e molti altri.
In questo potente affresco si imbatte casualmente Miles Davis, al suo ritorno in Francia, dopo la bella e tragica esperienza del precedente soggiorno a Parigi in quel fatale ’49. Quella volta il trombettista ebbe modo di respirare l’affascinante mondo degli artisti esistenzialisti, il grande entusiasmo del pubblico francese per il suo Jazz…
e l’aria colma della presenza di un Amore travolgente e bellissimo, spezzato dal suo ritorno negli U.S.A.
Separarsi da Juliette Gréco e tornare a vivere nelle nebbie d’angoscia delle metropoli nord americane lo annullò a tal punto da perdersi in un lungo abbraccio con la tossicodipendenza.
Miles dunque tornò sui suoi passi e riprese le frequentazioni parigine, imbattendosi, appunto, nell’ambiente frequentato da Malle e compagnia, che avevano appena terminato le riprese del film.
Preso dallo stato di grazia per aver ritrovato Juliette e dopo un intenso scambio col regista per conoscere i particolari del lavoro cinematografico, Davis decise di musicare la pellicola.
Quel lavoro fu, come spesso nella sua storia artistica, l’occasione per sperimentare nuove frontiere…
scelse di estrapolare le tracce da un materiale sonoro totalmente improvvisato e
 ovviamente, “buona la prima” – suonato mentre i musicisti guardavano le scene e con Davis intento a stravolgere i canoni dell’orchestrazione. Il tutto in sole quattro ore.
Basta raccontare… questa grande Opera va ascoltata o riascoltata… magari ripercorrendo le scene della pellicola, capolavoro assoluto anche nella fotografia, diretta da Henri Decaë. Buon ascolto.

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ascenseur sciarra anteprima

Un pensiero riguardo ““Ascenseur pour l’échafaud” 1958 – di Marco Sciarra

  • novembre 18, 2015 in 6:59 pm
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    Un capolavoro. Penso che il film e la sua colonna sonora siano imprescindibili…

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