Artisti Vari: “La Febbre del Sabato Sera” (1977) – di Fabrizio Medori

Questo Lp è la colonna sonora di uno dei più famosi e fortunati film di tutti i tempi e, grazie al successo della pellicola, è uno dei dischi (doppio) più venduti di tutti i tempi. Il film, in maniera del tutto originale, racconta la storia di un gruppo di ragazzi italoamericani di New York, tutti di umile estrazione sociale, tutti senza alcun interesse culturale, tutti lontanissimi dall’immagine del giovane hippie americano che, fino a un attimo prima, aveva rappresentato al cinema un modello estetico e culturale di grandissimo successo. L’intuizione più geniale è stata sicuramente quella di aver voluto rappresentare una generazione priva di ideali, cresciuta per strada e abituata a vivere giorno per giorno, senza prospettive e senza ambizioni. La più grande ambizione del protagonista, Tony Manero, interpretato da John Travolta, è infatti quella di riscattarsi attraverso il ballo moderno, di diventare un fenomeno nel panorama delle discoteche di periferia. Altrettanto geniale è l’idea di riciclare un gruppo vocale di grande successo negli anni 60, i Bee Gees, che sono così straordinariamente bravi da diventare i più importanti e famosi interpreti di una musica che è l’evoluzione più attuale e moderna di tutte le influenze nate dalla black music. Tutta l’operazione nasce da un’idea di Robert Stigwood, che era stato manager dei Cream e lo era ancora, per i Bee Gees ma, in passato, aveva prodotto musical importantissimi come “Hair” e “Jesus Christ Superstar” e film altrettanto storici, come lo stesso “J.C.S.” e “Tommy”. Il doppio Lp si presenta in una bella confezione, che non tarderà a diventare iconica, proponendo Travolta nella sua più nota posa, sulla celeberrima pista illuminata dal basso e, dietro, i Bee Gees in un riquadro, il tutto su uno sfondo nero. L’ascolto comincia con il brano più significativo del disco, Stayn’ Alive, nel quale i tre fratelli australiani introducono immediatamente l’ascoltatore nel clima sonoro del disco con i loro famosissimi coretti, accompagnati da una base strumentale particolarmente frizzante con il suo ritmo incalzante. Subito dopo il ritmo scende per l’atmosfera ruffiana di How Deep Is Your Love, delicato e avvolgente “lento” nel quale spicca un piano elettrico che imita i suoni delle campane tubolari. Giusto il tempo di tirare il fiato e si riparte con Night Fever, brano da cui il film prende nome (o forse il contrario, Stigwood comunicò al gruppo il nome del progetto quando la parte musicale era praticamente pronta), un’altra enorme hit da discoteca che rinnova il contrasto tra una base incalzante e il cantato in falsetto. Anche il quarto brano è interpretato dai Bee Gees, che nel disco sono i veri protagonisti: si tratta di More Than A Woman, nella quale è evidente l’abilità di trasformare un lento brano pop in un successo dance. I tre fratelli compongono anche un brano per Yvonne Elliman, che aveva recitato e cantato nel ruolo di Maria Maddalena in “Jesus Christ Superstar”… si tratta di If I Can’t Have You, un altro disco-hit. Il secondo lato del primo Lp si apre con il rifacimento in chiave disco del tema principale della Quinta Sinfonia di Beethoven, intitolato A Fifth Of Beethoven e destinato a diventare un riempipista di grande richiamo. Si prosegue con la versione dei Tavares di More Than A Woman, che rendono la canzone ancora più “black” e ballabile. Si procede con Manhattan Skyline, brano strumentale che rappresenta uno dei due episodi composti come colonna sonora del film e che ricorda un po’ la sonorità della Love Unlimited Orchestra di Barry White. Gli attriti tra italoamericani e portoricani sono sottolineati da Calypso Breakdown di Ralph McDonald, il cui suono, invece, mescola le percussioni caraibiche con l’orchestrazione di Isaac Hayes. Il secondo vinile si apre con un’altra versione disco di un brano classico. Questa volta si tratta di Una Notte Sul Monte Calvo di Modest Mussorgsky, qui ribattezzata Night On Disco Mountain. E’ ora la volta di un gruppo tra i più conosciuti nella scena disco, Kool & The Gang, con la loro Open Sesame, groove micidiale e vaghi riferimenti mediorientali. Tornano i Bee Gees con un brano, Jive Talkin’ che non avrebbe sicuramente sfigurato nel film, dal quale è stato ingiustamente escluso. I tre fratelli Gibb mettono a segno un altro colpo magistrale con You Should Be Dancing, forse il più spinto come sonorità e, proprio per questo, uno dei momenti artisticamente più validi di tutto il disco. Il contributo di K.C. And The Sunshine Band è una canzoncina spumeggiante, Boogie Shoes, che ci mostra un altro aspetto delle sonorità da discoteca dell’epoca, con una melodia legata alla musica Glam tipica del periodo e alla Bubble Gum Music di dieci anni prima. L’unico altro brano originale creato per la colonna sonora e composta, come Manhattan Skyline, da David Shire è Salsation, nella quale l’orchestra moderna contamina funk, jazz e musica caraibica. Ci si avvia alla conclusione con il sound tipico di Filadelfia dei M.F.S.B. e la loro K-Jee. Il gran finale è affidato a The Tammps e alla loro hit Disco Inferno, vera e propria pietra miliare del genere. La stragrande maggioranza degli appassionati di rock considerò “La Febbre Del Sabato Sera” una squallida operazione commerciale, priva di contenuto artistico ma, di nascosto, anche i più intransigenti cercarono di imitare i passi di John Travolta.  

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