Anonima Sound Ltd: “Red Tape Machine” (1972) – di Lino Gregari

Nel vasto panorama musicale italiano che, dalla fine degli anni 60 degrada lentamente nei 70 trasformando il beat in prog, un posto speciale spetta sicuramente a un trio formatosi nel 1964 in quel di Urbino. Ora, parlare dell’Italia del 1964 significa aprire una porta che mostra un paese che sta cambiando velocemente e radicalmente: viene inaugurato il primo tratto dell’Autostrada del Sole, quello lungo 761 chilometri che collega Milano a Napoli, nella stessa Milano viene inaugurato anche il primo tronco della Metropolitana. Si apre il Traforo del San Bernardo e viene avviata la prima grande vaccinazione di massa: è quella contro la polio, con l’ufficiale sanitario del Comune che faceva cadere una goccia di liquido rosso su una zolletta di zucchero. È un’Italia viva e fremente, con le Seicento che iniziano a riempire le strade e i bar con il telefono e i juke-box con i loro 45 giri. Una giovanissima Gigliola Cinquetti vince il Festival di Sanremo con la celebre Non ho l’età e il beat inizia timidamente a farsi strada nella testa dei più giovani. In questo contesto, un giovane chitarrista teramano di nome Ivan Graziani forma un trio insieme al bassista Walter Monacchi e al batterista Velio Gualazzi (il padre di Raphael Gualazzi, che gode oggi di una certa notorietà).
La band si barcamena tra alti e bassi, prima di arrivare a un 45 giri di notevole successo (Fuori Piove / Parla Tu), che vende 175.000 copie a seguito della partecipazione al Cantagiro del 1968. Il successo viene bissato l’anno seguente, con il brano Josephine nel quale al trio si aggiunge il tastierista Roberto Carlotto. Poi ecco il salto di qualità, e la firma per la Numero Uno di Lucio Battisti, con la pubblicazione di Ombre Vive, brano che passa del tutto inosservato. Siamo nel 1970 e Ivan parte per il servizio militare: quando torna si dedicherà a una luminosa carriera solista, lasciando il gruppo nelle mani di Gualazzi che, rimasto solo dopo l’abbandono di Monatti, riforma la band insieme al chitarrista Massimo Meloni e al bassista Piero Cecchini. Il suono non cambia di molto e la pubblicazione del 45 giri Io Prendo Amore / Cerchi mantiene la band nel triste anonimato dal quale pare impossibile emergere. Nel frattempo la scena musicale italiana si è evoluta e il prog ormai dilaga ovunque, chiudendo definitivamente la porta sul mondo beat, e la scelta che si palesa di fronte ai musicisti è praticamente obbligata: la line-up si allarga a dismisura, diventando un combo con ben sette elementi.
Si aggiungono l’inglese Richard Ingersoll (voce e flauto), Lamberto Clementi (chitarra), Peter Dobson (chitarra) e Claudine Reiner (voce e percussioni), che portano il suono in un’altra dimensione, provando a emulare il rock e il prog di marca anglosassone. Il gruppo cambia anche nome, diventando Anonima Sound LTD, riuscendo nel difficile compito di pubblicare un album: “Red Tape Machine” esce nel 1972, restando comunque nel più assoluto anonimato. Il disco in realtà non è affatto male, anche se cade nel tranello di non essere né carne né pesce: non è prog e neppure classic rock. Possiamo definirlo un piacevole guazzabuglio musicale entro il quale trovano spazio reminiscenze che rimandano all’America dei CSNY e di James Taylor, con l’aggiunta di qualche spruzzata di R&B e una parvenza psichedelica appena accennata.
Il fatto di essere cantato in inglese poi non aiuta come sperato e la piccola etichetta Arcobaleno non è certo in grado di supportare il prodotto come probabilmente meriterebbe, condannando di fatto il gruppo al fallimento. Non si trovano tracce di loro nella stampa musicale dell’epoca e non si hanno notizie di concerti: di loro resta solo questo disco, che alcuni relegano tra le cose minori del prog (sigh…) forse per l’utilizzo del flauto, per il quale vengono erroneamente accostati ai Jethro Tull. Da rimarcare il fatto che alla registrazione del disco collaborò anche Ivan Graziani, che suona il basso in due brani. Tutto sommato, un album che merita di essere riscoperto (ovviamente cercando una ristampa, visto che l’originale venne stampato in poche copie, che valgono oggi un pacco di soldi).

1. The Red Tape Machine (5:24). 2. The Last Debutante (5:12).
3. Window on the City (4:10). 4. Metro Song (4:57). 5. Dog’s Life (4:13).
6. Triangle (7:00). 7. Freedom (3:19). 8. The Roofer (4:34).
Piero Cecchini: bass, vocals. Lamberto Clementi: guitar.
Peter Dobson: guitar. Velio Galazzi: drums. Richard Ingersoll: vocals, flute.
Massimo Meloni: guitar, vocals. Claudine Reiner: vocals, percussion.
LP Arcobaleno – ARC 000111.

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