Annie Barbazza & Max Repetti: “Moonchild” (2018) – di Capitan Delirio

Interrogarsi su che suono possa avere un raggio di luna quando indossa il suo manto bianco come il latte e si riflette sul letto di un fiume; o quando si assopisce sotto i salici, e agita la sua bacchetta argentea per dirigere i cori degli uccelli notturni, o quando ancora si nasconde tra gli spiriti dell’alba per aspettare il sole… cercare il suono dove non si era mai cercato, appunto, intraprendere nuovi corsi musicali, fondendo poesia esistenziale ed epica, Folk, Psichedelia, Hard Rock, e Classica, era prerogativa di band come i King Crimson e gli Emerson, Lake and Palmer che alla fine degli anni sessanta e quasi tutti i settanta, infiammavano la scena Progressive Rock internazionale, con la pubblicazione di album tra i più importanti del genere. Il denominatore comune tra le due band era Greg Lake, bassista e voce inconfondibile che ha lasciato un segno profondissimo nella produzione di quel periodo con dei veri e propri capolavori. Greg Lake, con la Manticore (l’etichetta discografica molto attiva nel promuovere band progressive anche italiane), sul finire della sua vita aveva ancora tanti progetti per riproporre quei brani che sono rimasti nella Storia della Musica in chiave moderna. Uno di questi progetti era quello di riarrangiarli per sola voce e chitarra, o meglio ancora, per sola voce e pianoforte. Il pianista prescelto quasi immediatamente per il progetto è stato Max Repetti, per il suo tocco sintonico e con un repertorio che pesca enormemente tra i classici di quel periodo e in grado di riadattarli perfettamente al suo strumento. Invece, per quanto riguarda la voce, è lo stesso Greg che ha scelto una ragazza ancora giovane e con tante cose da imparare ma con un talento infinito, battezzando la nuova “figlia della luna” (“Moonchild”) Annie Barbazza. Basta ascoltare il disco per comprendere come brani tipo Moonchild, appunto, o C’Est La Vie, e anche Epitaph o Lucky Man, che nascevano in assoluto clima di ricerca, e che facevano della complessità compositiva e esecutiva il loro segno caratterizzante, possono vivere di nuova luce e nuova leggerezza, nella semplicità di due strumenti come pianoforte e voce. I capolavori di un tempo, come In the Court of the Crimson King, possono essere capolavori di oggi, grazie anche alla sensibilità artistica di due musicisti, la cui intesa rende semplice quello che semplice non è… e cioè rivestirli di carica emotiva una volta che sono stati spogliati della loro struttura compositiva. La voce di Annie Barbazza si rivela il veicolo perfetto per tali emozioni. Profonda, lunga, sentita. La “figlia della luna” può ancora rivestirsi del suo manto latteo e girare nella notte a donare musica alla terra, all’acqua, al fuoco e a tutta l’aria possibile.

Tracklist: 01. In The Court of the Crimson King / 21st Century Schizoid Man.
02. Trilogy / The Endless Enigma part II. 03. Moonchild.
04. The Stones Of Years / Take A Pebble. 05. C’est La Vie.
06. Battlefield including Epitaph. 07. Karn Evil. 9. 1st impression part 2.
08. Memories Of An Officer And A Gentleman. 09. In The Wake Of Poseidone.
10. Lucky Man 11. The Sage / The Great Gates Of Kiev.

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