Angelo Sava: “Miasmi” (Autoprodotto 2017) – di Capitan Delirio

Se la musica serve a comunicare lo stato d’animo interiore e se l’artista sente l’urgenza di esprimere le vicissitudini della propria intima essenza, allora non ci si può stupire se, quando lo stato d’animo è sofferente e l’interiorità è destabilizzata da malessere esistenziale, il suono che produce è disturbato e disturbante, provocatorio, alienante. 
Il pesarese Angelo Sava per dare voce al suo tormento interiore, imbraccia la chitarra e spinge sul pedale per distorcere fino al frastuono, aggredendo l’ascoltatore senza nascondersi; lo provoca, lo scuote, lo stordisce. Quando l’ascoltatore, finalmente, riesce a riprendere fiato un attimo e si adatta alla provocazione e al disturbo, quando riesce a percepire la differenza sottile tra rumore e suono e si aggrappa furtivo alla linea melodica, immediatamente questa s’increspa, s’incurva verso il basso, per trascinare nell’assenza di speranza. Non c’è un luogo materiale o sentimentale dove si possa stare bene: né in un locale con gli amici, né tra gli affetti che dovrebbero trasmettere vicinanza, né inondato dall’infinito di un cielo ansiogeno. Sensazione confermata anche dai testi, a partire dai titoli: Disagio, Miasmi, Brusio, Carestia, etc. Sei brani taglienti come una raffica di rasoiate, mettono di fronte a tutta la disperazione immaginabile, fino al totale ammutolirsi delle parole, anche quelle urlate con rabbia che vanno a imbottigliarsi in un gorgo di lamenti desolati e isolati, come accade nella traccia che dà il titolo all’EP. Angelo Sava, in questo ultimo lavoro, aggiunge nuovo materiale al suo particolare progetto iniziato con il precedente EP “Addio Pimpa”. Senza il supporto di altri strumenti, con la sola voce e la chitarra, lancia secchiate di ruggine per digrignare un’atmosfera shoegaze che vira verso il noise, con testi rigorosamente in italiano e un linguaggio di certo già sperimentato, ma che in “Miasmi” ha ancora un senso, perché la tensione rimane alta, sempre costante, senza cali, lasciando incollati ad ascoltare fino alla fine. Così, anche se la poetica di Angelo non offre alcuna soluzione per il superamento dei problemi o per alleviare i disagi, sembra, però, schiudersi in un abbraccio: il suo malessere è il malessere di chi ascolta, la sua disperazione è la disperazione di chi ascolta e, questo abbraccio, alla fine lascia una sensazione umana di calore. C’è un mondo di Poesia dove meno ce lo si aspetta.

“Miasmi” EP: 1. Merlo, 2. Disagio, 3. Miasmi, 4. Circe, 5. Brusio, 6. Carestia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *