Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli al Festival MANN di Napoli – di Marina Marino

Museo Archeologico di Napoli, 27 Marzo 2018. Uno degli spettacoli più raffinati e singolari della rassegna “Muse al Museo” tenutosi al Mann. “La leggenda del pallavolista volante” è un connubio non comune tra sport e teatro che affascina e coinvolge anche chi di pallavolo sa poco o nulla. Andrea Zorzi, il cui medagliere impressionante avrebbe potuto essere già una storia sic et sempliciter, si mette in gioco come uomo e cambia pelle, diventando ottimo attore. Classe 1965, racconta la sua vita dalla nascita senza alcun autocompiacimento, anzi, con ironia e tenerezza, lasciando sulle labbra un fortissimo sentore di umanità. Un gioco di coppia, da commedia dell’arte, con Beatrice Visibelli, attrice toscana della scuola di Gigi Proietti, bravissima e simpatica… “Di Napoli avevamo paura” “Scusa se parlo troppo, è l’adrenalina”, confiderà alla fine dello spettacolo. La nascita di un campione, ma prima i tormenti e i complessi di un adolescente: troppo alto, afflitto dall’acne, la sua solitudine. Un liceo classico che gli va stretto, professori intelligenti che lo spingono allo sport, i sacrifici e il sostegno della madre Diana, del padre Aldo. Nel testo di Nicola Zavagli non manca il sensibile cesello per raccontare delle prime vittorie e dell’agognata perdita della verginità… e il pubblico, attento, empatico, partecipa, ridendo e commuovendosi. Difficile cogliere con tale duttilità la vita di un campione, anzi, della peculiare umanità di una persona in cui molti possono rispecchiarsi e, forse, ritrovarsi. Ed ecco il ricordo degli amici, le vittorie (tante), le Olimpiadi, l’incontro con la moglie (campionessa di ginnastica artistica), la nascita del figlio (appena un cenno), le sconfitte, la separazione, la solitudine di nuovo. È teatro, e il teatro è vita e libertà,  un grido e un sussurro… gli applausi arrivano scroscianti, a scena aperta e in chiusura. Napoli vi ha accolto e abbracciato e, alla mia riluttanza a farmi fotografare, Zorzi mi trascina per un braccio sorridendo. Tra timidi ci si riconosce e, talvolta, ci si comprende. Ignoriamo l’aspetto e il peso del cuore di un atleta che supera i due metri di statura ma, senza scomodare Baudelaire, qui Zorzi lo ha messo a nudo e, con un gesto gentile o una volata da pallavolo, ce lo ha messo, con intelligenza e coraggio, tra le mani. Grazie, ne abbiamo e avremo cura.

Foto Pietro Previti © tutti i diritti riservati 
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