Andrea Camilleri: “Il diavolo, certamente” (2012) – Maurizio Pupi Bracali

Dimenticatevi il Camilleri che scrive in stretto dialetto siculo o quello famosissimo Montalbanesco. Qui trattasi semplicemente di 33 racconti brevi (tre pagine ognuno) stilati in italiano, dove il fato, il destino, l’imprevisto (o il diavolo per chi ci crede e come suggerisce il titolo) che dir si voglia, irrompe inaspettatamente nella vita degli uomini facendo sterzare bruscamente, fino allo scontro finale, quello che sembrava stabilito e inamovibile. Tutti permeati da un sottile e ironico umorismo questi “raccontini” di vita quotidiana, dove il sesso, non certo volgarmente descritto ma sempre sottinteso, è tra i protagonisti principali, insieme alla religione e ai contorcimenti del comportamento umano, si presentano leggeri, ariosi e sicuramente divertenti pur con la seria riflessione che ne può derivare dalla “morale” che si intuisce sottotraccia come in piccole fiabe per adultiSacerdoti poco convinti, amanti sfortunati, parenti discutibili, manager aziendali poco credibili, studentesse problematiche, poliziotti integerrimi, mogli insoddisfatte e mariti distratti, sono solo alcuni tra i vari personaggi che costellano l’immaginario Camilleriano di questi racconti descritto con uno stile asciutto e concisoLa maggior parte delle brevi avventure qui narrate, con finali spesso a sorpresa, sono deludenti (per i protagonisti) o catastrofiche, ma invero non lo sono proprio tutte, perché anche se il diavolo si diverte a metterci la coda, alcune di queste vicende vanno, inaspettatamente, più a buon fine del previstoCol titolo mutuato dal famoso film di Robert Bresson “Il diavolo probabilmente” (Le diable probablement 1977) questo delizioso volumetto, con il numero 33 dei racconti più il 3 delle pagine di ognuno di essi, forma la cifra 333… perché ben sapendo che il satanico numero della Bestia è il 666, “è meglio avere a che fare con solo mezzo diavolo che con uno intero”, come afferma l’Autore in copertina.

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