Andrea Calì: “Take The Line” – di Emanuele Cinelli

Quando è arrivato questo nuovo disco per la Piano Series dalla Auand Records, abbiamo avuto un attimo di perplessità per la grande sfida che il produttore si è proposto di affrontare.
Sappiamo che da quelle parti ogni cosa viene realizzata con cura, dallo stile grafico alla promozione editoriale… ma soprattutto ogni prodotto è ricco di contenuti, sempre all’altezza delle aspettative.
Grazie dunque a Marco Valente (moderno produttore discografico che ci piace collocare tra Teo Macero e Manfred Eicher) sempre attento alle proposte e agli stimoli che fanno capolino sulla scena.
L’elemento qualitativo di base del suo lavoro è la giovane età dei musicisti prodotti, che garantisce freschezza e modernità, con le loro composizioni originali e gli inconsueti organici strumentali… ma un trio pianoforte-basso-batteria non si esime dall’essere confrontato con le eccellenti e monumentali formazioni di questo tipo che hanno fatto la storia del Jazz.
Andrea Calì è una delle giovani promesse del pianoforte Jazz palermitano, cresciuto stilisticamente nella formazione bolognese Bad Uok, con cui ha inciso l’album Enter, ritorna protagonista per proporre, assieme a Christian Pepe al contrabbasso e Simone Sferruzza alla batteria, questo suo nuovo lavoro…
“Take The Line”, composto da quattro brani originali e tre firmati da Lennie Tristano, Bill Evans e Chick Corea. Il progetto si propone come un compcet album e Calì aggiunge: «Take The Line è un lavoro a metà tra passato e presente, dove tradizione e brani inediti si fondono… per seguire una linea, sia nel modo di suonare che nella scelta dei brani, e la mantiene sia attraverso gli standard sia attraverso i brani originali». In effetti i brani originali sono molto ben amalgamati agli standard proposti e il clima generale di tutto il disco è stabile e come si diceva prima, la sfida è gigantesca, non permette leggerezze o distrazioni. Nell’inquietudine di esprimere un giudizio affrettato decidiamo di centellinare l’ascolto, sorseggiando, come si fa con i profumati vini siciliani della terra natia di Calì, ascoltando i brani e intervallando con lunghe pause riflessive. Notiamo subito una maturità espressiva e una ricerca approfondita nel suono del pianoforte. Il clima generale (ma solo nel mood) è quello del mitico trio Evans- Motian-LaFaro… e i nostri giovani tre dimostrano un approccio melodico, dalla cantabilità coinvolgente.
Nonostante il livello tecnico sia altissimo, i protagonisti evitano volutamente sterili virtuosismi in cerca di ingaggi e facili applausi, approccio molto diffuso, purtroppo, nei vecchi leoni che propongono concerti da cachet stratosferici, dimenticando che il Jazz è la musica del popolo… e il popolo oggi è in crisi.
Man mano che ascoltiamo i brani i nostri dubbi svaniscono e comprendiamo che l’esigenza di questo album è legata alla necessità di ritualizzare un momento ben distinto del percorso intrapreso da Calì, quello in cui un’artista lascia il certo (gli standard) per l’incerto (le composizioni originali). Questo dualismo vive e convive in tutto l’album, l’interplay è suadente, le stanze che si aprono ad ogni brano emanano luci e ombre nuove…
If I sould lose you e To rouge hanno una sorprendente matrice colloquiale e, in entrambi i brani Christian Pepe ci regala due bellissimi assolo al contrabbasso, donando un’ulteriore piacevole malinconia ai brani. La capacità di reinterpretare gli standard, leggendoli con il proprio linguaggio senza snaturarne il senso è un’altro elemento di maturità; il gioco delle voci e la durata dei brani sono molto equilibrati e, il notevole lavoro (minimale ma incisivo) di Simone Sferruzza si pone come ago della bilancia. Riascoltando l’album per intero, si ha l’idea di stare seduti ad un caffè, e tra gli aromi e i profumi delle mandorle e  pistacchi della pasticceria ci lasciamo cullare da un’apparente ascolto distratto. Siamo insomma stupiti dalla semplicità e cosa rara in tempi frenetici, da questa musica che aiuta a recuperare i ritmi della quiete e del dialogo.

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Track List

01 Why are you looking at me
02 Lennie’s pennies – L. Tristano
03 Ultima pioggia
04 If i should lose you
05 Let be
06 Five – B. Evans
07 To rouge
08 Matrix – C. Corea

Andrea Calì piano
Christian Pepe double bass
Simone Sferruzza drums

Produced by Andrea Calì
Executive Producer: Marco Valente
Recording: Modulab Studio, Casalecchio di Reno (BO) – Italy
Engineer: Marco Biscarini
Cover Photo: Giulia Calì

calì

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