Andrea Bacchetti: “Variazioni Goldberg” (BWV988 – J. S. Bach) – di Benito Mascitti

Vasto, 22 novembre 2009. Si arriva già a sera e le bandiere della facciata sembrano quelle del concerto per la ricostruzione del teatro nel 1908 (sulle ceneri del già Regio Teatro Borbonico edificato nel 1819). In seguito intitolato a Gabriele Rossetti e donato alla Riunificazione Nazionale. Il Patriota ci accoglie in forma di statua varcato l’ingresso. Spingendosi in platea si gode dello splendido colpo d’occhio del teatro vuoto. I palchi metafisici di rosso e oro e le tavole di colore caldo del palcoscenico dove Ettore, della gloriosa Casa Fabbrini, controlla meticolosamente l’accordatura del maestoso e sempiterno Steinway&Sons, mentre il Maestro Bellafronte coordina la preparazione per la chiamata di scena delle 17,30. Andrea Bacchetti sta scendendo da Genova in auto, con i genitori… per amore della musica, per Raffaele Bellafronte e per tutti noi. Senza riposo dopo il concerto di Venezia, si concede per la seconda volta in due anni a questo pubblico decentrato rispetto al suo fantastico giro concertistico. Finalmente arriva, solo con un lieve ritardo vista la tirata. Il Maestro sale subito in scena, raggiunge Ettore al pianoforte e dopo un breve scambio prova l’ergonomia. Il declivio delle tavole fa scorrere il pedanino sotto ai pedali e Andrea chiede di fissarlo di carpenteria. Poi d’incanto partono le dita e già dai primi tocchi sui tasti s’avverte musica di miele. La stanchezza vola via… Bacchetti è pronto. Si chiude la cortina, il pubblico prende posto e fa il tutto esaurito subito. Il Papà di Andrea si sistema sul divano della biglietteria, scruta oltre le tende il palcoscenico, aspetta l’inizio del concerto stanco del viaggio. Dopo i saluti di rito e un’introduzione al concerto, s’apre il sipario… giù le luci. Bacchetti attacca e svela da subito il grandissimo valore strutturale dell’Opera e le sconfinate possibilità che regala allo strumento. “Variazioni Goldberg” è oggettivamente un monumento stagliato nell’immenso orizzonte della Musica. Magia pura di geometriche simmetrie, rigorosissima logica di contrappunto, matematico dono di Bach al numero divino… la Trinità. Andrea si fa folletto sui tasti e ci appare il sublime. L’ascolto spinge al racconto, a cercare il genio assoluto che compose questa Musica nel 1742  (un anno prima per i puristi). L’aria con 30 variazioni fu commissionata al Compositore da un suo allievo, Johann Gottlieb Goldberg, maestro di cappella a servizio del conte von Keyserlingk. Tutto il contrario della composizione cembalistica per la dura insonnia del nobiluomo nell’aneddotistica, l’opera presenta grande complessità d’ascolto e prende origine da una semplicissima aria bipartita, con un basso che procede per valori larghi in un disegno di otto note discendenti. Da quest’aria in forma di sarabanda, nasce un ciclo di variazioni che incide profondamente nella struttura melodica, nello schema ritmico e nel dipanarsi degli intervalli della composizione che, nel suo coronamento dopo la trentesima variazione, ripresenta l’aria, raggiungendo i 32 momenti bipartiti: tanti quante le battute dell’aria stessa. Equazioni musicali di rara complessità, scaturite da una modesta sarabandaL’opera conosce un’ideale cesura a metà del suo percorso, con l’overture in forma fugata, aderente alla bipartizione che è alla base del ciclo e che in tal modo dà inizio ad un “secondo esordio” nel procedere del racconto. Della fittissima trama di relazioni di cui è intessuta la serie, basti ricordare i 10 segmenti in 3 episodi, dove l’ultimo è costituito da un canone. Si apprezza poi l’uniformità dell’impianto tonale e la grande varietà della scrittura, che fa di questa composizione la summa enciclopedica del suo tempo; “ars et scientia” dell’indiscusso magistero bachiano. E pensare che sulle note di Bach,  Hannibal Lecter – e non solo lui – ha costruito scene d’orrore assoluto… Il Folletto si placa e chiude una magia che appariva senza inizio né fine. Gli applausi a scena aperta, reiterati lungamente, lo sospingono ancora alla tastiera, e prima di volare via, ci regala l’impensabile. Inframezzata dagli applausi scroscianti,  una serie incredibile di fuori programma: Pulcinella di Villa Lobos; Suite inglese n. 6 in Re minore di Bach; una romanza senza parole di Mendelssohn; sonata in Do maggiore di Galuppi; e poi, passando per  il “letterario” Notturno op.9 n. 2 di Chopin e il “cinematografico” Moon River di Mercer e Mancini… il Folletto vola via davvero con una sonata di Galuppi… e vola via con lui questa bella famiglia della musica italiana che tornerà in Abruzzo l’11 dicembre, a Pescara, per la gloriosa Società del Teatro e della Musica “L. Barbara” del mitico Lucio FumoPer papà Sandro e i suoi la prossima tappa è MadridBuona Fortuna Famiglia Bacchetti, e a presto.

Dalla nota di sala del concerto: Andrea Bacchetti – pianoforte. 
Nel ormai lontano 1988 Andrea Bacchetti esordì a soli 11 anni e fu visibilio. Debutto a Milano con i Solisti Veneti diretti da Scimone. Oggi gira il mondo senza posa e col 2010 doppierà la boa dei 20 anni di una carriera da mostro sacro, ottenuta con 33 primavere appena. Nato a Genova nel 1977 mostra subito tutto il suo genio e raccoglie i consigli di musicisti come Karajan, Magaloff, Baumgartner, Berio e Horszowski. Premiato con prestigiose borse di studio dal Mozarteum di Salisburgo, dalla Yamaha Music Foundation di Londra, dal Conservatorio Nazionale di Parigi che gli hanno consentito di frequentare maestri quali Dorenski, Kammerling, Perticaroli, Perahia, Lonquich, Weissemberg. Diplomato “Master” all’Accademia di Imola col Maestro Scala, da allora ha suonato frequentemente in festivals internazionali quali Lucerna, Salisburgo, Belgrado, Santander, Antibes, Vicenza, Bologna, Brescia e Bergamo, Sermoneta, Sorrento, Ravello, Torino, Como, La Coruña, Pesaro, Bellinzona, Cervo, Badworishofen, Husum, Ravenna ecc. e presso importanti istituzioni musicali come Konzerthaus, Berlino; Salle Pleyel, Salle Gaveau, Piano 4****, Parigi; Rudolfinum Dvorak Hall, Praga; Teatro alla Scala e sala Verdi, Milano; Teatro Coliseo, Buenos Aires; Ateneo Rumeno, Bucarest; Rachmaninoff Saal, The Moscow State Philarmonic Society, Conservatorio Mosca; Auditorium National de España, Teatro Real, Teatro Monumental, Madrid; Mozarteum Brasilero, San Paolo; Zentrum Paul Klee, Berna; Gewandthaus, Lipsia; Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Università La Sapienza, Accademia Filarmonica, Roma; Myra Hess Concert, Chicago, Los Angeles e New York, in concerti dedicati a Luciano Berio; tournèe in Giappone e in tutto il mondo con direttori e orchestre come Camerata Salzburg, Lucerne Festival Strings, Pague Chamber Orchestra, Filarmonica della Scala, MDR Sinfonie Orchestra, Lipsia; RTVE Radiotelevisione Spagnola, Madrid; Philarmonie der Nationen, Amburgo; Enescu Philarmonic, Bucarest; ONBA, Bordeaux. In Italia suona regolar­mente con le maggiori orchestre e per le principali asso­ciazioni concertistiche. E’ ospite regolare dal 1998 delle Serate Musicali di Milano, dove ha in corso di esecuzio­ne un programma pluriennale integrale dell’opera per tastiera di Bach. Suona in duo con Il Maestro Filippini, con il Quartetto Prazak, il Quartetto della Scala, il Quar­tetto Ysaye. Le sue incisioni delle Suite Inglesi di Bach (DECCA) hanno raccolto unanimemente consensi par­ticolarmente entusiastici dalla stampa specializzata e non, ed hanno ricevuto il premio dalla prestigiosa rivista americana “Classics Today”. Il CD “Berio Piano Works” (DECCA), particolarmente voluto ed apprezzato dal compositore con il quale Bacchetti ha studiato e colla­borato fin da quando Andrea esordì; ha avuto la “nomi­nation” al Premio Amadeus 2005 ed è stato segnalato tra le migliori incisioni dell’ anno dalle più autorevoli riviste musicali italiane e dalla stampa in genere. Il SACD con l’integrale delle “6 Sonatas” di Cherubini (RCA RED SEAL – Sony/Bmg) di recentissima pub­blicazione ha già raccolto giudizi artistici elevatissimi dalla critica più autorevole; fra i quali, si ricordano le “5 Stelle” di Musica, Amadeus, Diapason, Le Monde de la Musique, e Radio France. Lintegrale del Grudus ad Parnassum di Clementi (ARTS) è stata premiata dalla rivista giapponese Record Gejiutsu.”

da “Emozione dal loggione e altri racconti”  di Benito Mascitti (Il Torcoliere Editore 2014)
foto Piero Cipollone© tutti i diritti riservati 

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2 pensieri riguardo “Andrea Bacchetti: “Variazioni Goldberg” (BWV988 – J. S. Bach) – di Benito Mascitti

    • Luglio 5, 2018 in 7:19 pm
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      detto da te… riferiremo 🙂

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