Alter & Go: “Alter & Go” (Filibusta Records 2017) – di Maurizio Garatti

Alter & Go è un progetto musicale la cui formazione è composta da Roberto Bottalico al sax tenore, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Augusto Creni alla chitarra e Pietro Fumagalli alla batteria (con la partecipazione speciale di Tiziano Ruggeri alla tromba) che nel marzo 2017 ha pubblicato il disco omonimo con l’etichetta Filibusta Record. Ascoltando questo lavoro non si può non restare impressionati dalla cifra stilistica del gruppo che, ancora una volta, dimostra quanto elevata sia attualmente la scena jazzistica italiana. Tra brani inediti scritti dal sassofonista Roberto Bottalico e alcuni standard, il quartetto esprime un elegante lavoro di ricerca orientato verso il moderno, strizzando tuttavia l’occhio alle infinite possibilità del suono jazz, cercando di legare il tutto con una propria concezione musicale e una grande sensibilità artistica, prendendo ispirazione dall’Hard Bop, movimento jazz nato tra gli anni Cinquanta e i Sessanta del secolo scorso, che vanta esponenti di grandissimo talento come Wayne Shorter, Horace Silver, Art Blakey e John Coltrane. Alter & go, title track del disco e primo brano scritto da Roberto Bottalico, si apre con un intrigante solo di contrabbasso mettendo poi in mostra l’elegante cantabilità del sassofono e lo spessore di Augusto Creni alla chitarra. What’s è invece un brano ispirato allo standard What is this thing called ma con un ritmo decisamente più incalzante che esalta le doti improvvisative della band. Tra le composizioni  più intimiste spicca Raal, caratterizzata da un gioco armonico ipnotico nel quale tenore e contrabbasso giganteggiano nel confronto, alternandosi tra accompagnamento e protagonismo assoluto. Diversamente in Aka Waltz lo spirito compositivo del quartetto strizza l’occhio al jazz contemporaneo giocando sulla tensione e l’intensità, dando vita a  sette minuti di grande livello, pervasi da una febbre sonora che contagia. A plays with B. è  una mini suite composta da due brani molto diversi tra loro nella quale il tema A è suonato dai fiati di ispirazione Jazz Messangers mentre il tema B si dipana attraverso l’uso di una chitarra minimale e incisiva che ben si lega ad un giro armonico ed un groove di chiara influenza funk jazz. A chiudere in modo esemplare l’album ecco due balladsSong for Mat, dedicata al padre del sassofonista, con il sax e la chitarra che si ritagliano spazi sognanti e incisivi, e La ballata dei gufi gemelli, nella quale spiccano senza dubbio i fiati e l’estro dello special guest Tiziano Ruggeri alla tromba, che regalano al brano un sapore decisamente Shorteriano. Al pari dei grandi album di un passato ancora molto presente nei nostri cuori, “Alter & Go” piace per quel suo sapore deciso e raffinato, che farà breccia  sicuramente in chi come noi ha amato in modo viscerale i Jazz Messengers di Art Blakey ma, sopratutto, porterà nuovi fans alla causa Hard Bop, vera e propria illuminazione di un quartetto che dimostra di avere numeri che pochi possono vantare.

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