Allman Brothers Band: “The Fox Box” (2017) di Claudio Trezzani

Questo non è solo un disco ma la monumentale testimonianza per i posteri dell’ultima versione di una delle più grandi (se non la più grande) live band di tutti i tempi: la Allman Brothers Band. Un’ultima versione scintillante che vedeva alle chitarre Warren Haynes e l’allora giovanissimo talento Derek Trucks (oltre al recentemente scomparso membro fondatore Gregg Allman). Una versione molto più blues-rock oriented dell’originale ma pur sempre formidabile. Il live in questione è stato registrato in 3 mitiche serate all’altrettanto mitico Fox Theatre di Atlanta: 24, 25 e 26 settembre 2004. Tre serate che hanno avuto una particolarità ben precisa: le 3 set-list non presentano nessuna canzone ripetuta a parte la meravigliosa Dreams. Stiamo parlando di ben 50 pezzi fra cover e pezzi propri suonati dal gruppo live per eccellenza. Le vostre orecchie vi ringrazieranno, forse meno il vostro portafoglio. Questa infatti è l’unica pecca che ho trovato nel recensire questa meraviglia sonora: un prezzo probabilmente esagerato per un cofanetto pur sempre inferiore all’Opera d’arte che risponde al nome di “At The Fillmore East” (1971); ma forse erano altri tempi ed altri interpreti e quindi dare un voto a questo box ci sembra impossibile. Quella del 2004 fu la tournée che seguì l’ultimo album da studio, “Hittin’ the Note” (2003) e che era stata già documentata con l’ottimo live “One Way Out” (2004) al Beacon Theatre (la casa newyorchese della nuova Allman). Quelle tre serate ad Atlanta però meritavano di essere tramandate in maniera adeguata. La fusione, l’interazione e la complicità assoluta che si instaura fra due dei più formidabili chitarristi che la musica americana abbia sfornato negli ultimi vent’anni, è qualcosa di veramente magico. Per non parlare del resto della Band, un’orchestra perfetta. Citare un pezzo o l’altro sarebbe ingiusto nei confronti delle tracce non nominate. Sono tutte canzoni note e per chi vi scrive tutte capolavori assoluti. Andiamo dalla prima versione della band, per intenderci quella del compianto genio Duane Allman, alle cover dei grandi del blues, fino ad arrivare alle canzoni degli album finali. Nessun pezzo fuori posto, nessuna flessione, solo jam-southern-rock come nessuno ha mai suonato se non loro. L’operazione assume ora un significato ancora più importante per la recente scomparsa di Gregg, secondo dei fratelli Allman, una grandissima perdita per tutto il mondo della musica. Una voce e una tastiera che hanno lasciato tracce indelebili nella storia dell’arte e in questo cofanetto ne troverete ulteriore conferma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *