Alice: “Viaggio in Italia Live 2019” a Napoli – Marina Marino

8 luglio 2019. Nell’ambito del Napoli Teatro Festival, patrocinato dalla Regione Campania (con la magistrale direzione artistica di Ruggero Cappuccio che ha dato prova di sensibilità e competenze di teatrante, poeta, scrittore, musicista) il concerto evento di Alice, “Viaggio in Italia Live” era uno degli appuntamenti più attesi ed ha mantenuto e forse surclassato ogni promessa. “Viaggio in Italia”, di goethiana memoria, una serata che ricorderò a lungo. Ognuno ha le sue personali idiosincrasie, io detesto lo scialo che si fa della parola “carisma”.  Qui sono contenta di usarla: Alice ne possiede a iosa e lo distribuisce senza parsimonia, incantando, stregando il pubblico nel cortile d’onore di Palazzo Reale. Una donna che sembra aver imbottigliato il tempo, meglio, che del tempo, il suo, ha saputo fare buon uso. E il tempo è stato gentile con lei, l’ha accarezzata.  Un fisico efebico sottolineato da un completo scuro e uno scialle di chiffon che ingloba i colori di un’aurora di primavera. Scialle lieve, quasi inconsistente che, mosso con eleganza, diventa un attrezzo di scena. Si dia inizio al viaggio, con Carlo Guaitoli al pianoforte e Antonello D’ Urso alla chitarra. Il concerto ricalca il disco in studio del 2003 da cui prende il nome e si apre con Un blasfemo di De AndrèAtlantide di De Gregori, Lindbergh di Fossati – mi trovo a cantare a fior di labbra – quella che Alice definisce il testamento di Gaber, ovvero Non insegnate ai bambini e, l’inedito di Dalla, Almeno pensami, “che ho avuto l’onore di cantare a Sanremo con Ron”. Alice non si ferma, ha mantenuto una voce di carne, duttile e potente, ci porta e trasporta: se in un brano è un’adolescente innamorata, nell’altro una donna consapevole di sé, la voce è un bisbiglio d’amore o raggiunge ottave potenti. Ancora Dalla, Guccini, poi due brani scritti e suonati da lei, alla tastiera, Il Contatto e Dammi la mano amore, creati anni fa: il primo durante un suo viaggio nella guerra della ex- Jugoslavia. Il bisogno di tregua, di amore, di tornare a sé e in sé, per un attimo si stringe la gola, la mia: di quella guerra ho un ricordo preciso e cruento; il secondo ”frutto di un periodo di feconda attività onirica”. Non posso dire lo stesso dei miei sogni, sono, forse, solo ”spazzatura psichica”. Una perla, A ‘chiù bella, scritta da Totò, musicata da Giuni Russo, cantata con dolcezza malinconica e sognante, sembra la esegua solo a Napoli, siamo fortunati. Claudio Rocchi, un grande orbo del successo che avrebbe meritato: Camisasca, sì, siamo fortunati stasera. Alice, conscia della bellezza delle sue mani dalle dita lunghe e nervose, lascia che accompagnino e sottolineino le parole, disegnando arabeschi nell’aria, facendole fluttuare: è una delle donne più sensuali che abbia mai visto. Lo era anni fa, quando aveva un’immagine torva e aggressiva e ora, consapevole, forse in pace, lo è ancora di più. La aiutano le luci, tra le più belle che abbia mai visto, la immergono nel rosa arancio dello scialle, nel blu, in uno sconosciuto, per me, color petrolio e non ho assistito a pochi concerti. L’omaggio a Battiato, di cui anni fa era definita la musa (ma quanto sappiamo essere stupidi e prevedibili?) e che lei, con semplicità senza armi definisce “la metà di me”. E allora ecco I treni di Tozeur, Prospettiva Nevski, La cura (quest’ultima, come Lovesong dei Cure, l’ho sempre immaginata concepita e nata dal cuore di una donna). Il pubblico è in piedi, scrosci di applausi, di complimenti gridati dall’anima: lei ripete “Sono  felice di condividere con voi questo momento di vita. Non dimenticherò questa serata”. Sembra  realmente commossa e credo lo sia. Come bis Il vento caldo dell’estate e Per Elisa. L’entusiasmo di questi “ragazzi dai capelli bianchi” è allo zenith: peccato, tra gli spettatori neanche un trentenne. In cielo una falce di luna, un soffio di vento danza con lo scialle di Alice e io mi domando: ”Quando si  comincia a invecchiare? Ho pensato anche che è la prima volta che me lo chiedo. Non so, credo quando non ci si emozioni più per un libro, un cielo rosa, una risata o un concerto come questo, una donna come questa. Senza tempo ed età. Grazie, sensuale, elegante, bravissima Alice dalle belle mani per avermi fatto battere il cuore. Molto forte.

Foto Pietro Previti©tutti i diritti riservati 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 pensieri riguardo “Alice: “Viaggio in Italia Live 2019” a Napoli – Marina Marino

  • Agosto 10, 2019 in 6:19 pm
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    Grazie per questa splendida recensione. Ero lí e condivido tutto. Leggendola mi sono commosso. Non potevi esprimere meglio quello che tutti abbiamo sentito quella magica sera.

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  • Agosto 12, 2019 in 6:41 pm
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    Sono io a ringraziare te. Mi hai colpita profondamente.

    M.

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