Alice Tambourine Lover: “Down Below” (2019) – di Ignazio Gulotta

La band Alice Tambourine Loves è un duo formato dalla cantante Alice Albertazzi e dal chitarrista Gianfranco Romanelli, di stanza a Bologna, ma con lo sguardo verso gli States e proiettato verso gli anni a cavallo fra ottanta e novanta in direzione losangelina, sulla sponda Paisley Underground. Caratteristica della musica proposta dagli Alice Tambourine Loves è certamente la propensione psichedelica con texture di chitarra che disegnano panorami desertici, lenti e sognanti, con riff narcolettici ripetuti che danno a volte un certo tono estenuato ai brani… a questo si accompagna la voce della brava Alice Albertazzi, che ricorda l’eterea Margo Timmins dei Cowboy Junkies, altra band da mettere fra le fonti di ispirazione del progetto. “Down Below” (2019) esce per la Go Down Records ed è il loro quarto album in sette anni. Un lavoro riuscito, ispirato che convincerà senz’altro coloro che hanno amato la musica sopra citata. Ascoltarlo significa intraprendere un viaggio lisergico in paesaggi onirici rilassati dai colori tenui e dalle atmosfere astratte e talvolta inquiete. Inizia benissimo il disco con la title track, una ballata dal ritmo cadenzato e narcolettico, con le chitarre a disegnare languide e vagamente conturbanti textures e la voce dolce e adolescenziale di Alice Albertazzi a donare morbide e suadenti note; segue Dance Away, intreccio di chitarre ipnotico con le voci di Alice e del coro che danno al brano una forte impronta sognante di sapore westcoastiano; Blow Away disegna paesaggi onirici e malinconici, mentre Follow crea immagini inquiete e acide col suo tappeto di distorsioni e la voce suadente e intinta di delicatezza di Alice Albertazzi; Into the Maze è una ballata che apre uno squarcio di luce in un disco che altrimenti è orientato verso i toni umbratili e scuri; in Rubber Land viene fuori il carattere blues e roots del duo, un blues polveroso e inquieto che attraversa lunghi scenari desertici, grazie anche all’armonica di Andrea Albertazzi; i tempi dilatati di Train rendono il brano notturno e oppiaceo, chiude il disco la languida ballata Surround You. “Down Below” dimostra il valore e la bravura degli Alice Tambourine Loves, il disco procede senza cadute di tono, ogni brano dipinge paesaggi sonori suadenti e onirici, con derive inquiete e sprazzi di luce lisergici, la voce di Alice irretisce e affascina ricamando magiche melodie e le chitarre di Romanelli vagano fra psichedelia, blues desert rock con naturalezza.

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