Alex Gimeno: “The Now sound of Ursula 1000” (1999) – di Francesca Spaccatini

Il pescivendolo grida sotto casa col carretto. Casalinghe disperate sfogano le loro frustrazioni su quei poveri vetri già splendenti. I ciccioni ondeggiano e sfilano con i loro appariscenti vestiti… tutine succinte, come a sfoggiare il loro buffo essere tondeggiante. Vigili urbani come leoni in un circo… in elevazione su pedane, dirigono e si fanno dirigere. La radio sotto pedana suona Mambo 1000… dall’album “The Now Sound of Ursula 1000” (1999) del musicista disc jockey Alex Gimeno (in arte Ursula 1000). Maestri di un’orchestra alle prime armi provocano incidenti, gli automobilisti si scontrano, ma a nessuno sembra importare. Escono dalle loro auto e muovono i fianchi al ritmo di un mambo maldestro. Gli intrafficati, presi dalla primitiva pulsione umana del “non mi faccio gli affari miei”, scendono per capire cosa stia accadendo. Come se nell’aria avessero sparso qualche polvere scaccia pensieri, si uniscono al delirio stradale. Improvvisano strumenti. C’è Pietro che sfila il cambio e picchia sul cofano; Guido estrae il suo mazzo di chiavi e lo scuote a mo’ di maracas; Davidino, il ladro di Centocelle, smonta il blocchetto, strappa i fili di avviamento e li monta sul vetro abbassato della portiera per farne una sottospecie di arpa; Carmela costruisce un flauto con il tubo di scarico; Gerardo, attivista fascio cronico, estrae e urla nel suo megafono; Barbara segue il ritmo, avvia il motore e lo spegne compulsiva. Gli appiedati iniziano a tip tappare sull’asfalto rovente. Matteo, il bambino di due anni, figlio del pescivendolo, inizia a suonare la pianola giocattolo; il fratellino Andrea attacca con la sua nuovissima ruota degli animali Clementoni ricevuta in dono dalla fatina dei denti. La Sora Cecioni, sentito il gran baccano, esce di casa con la sua aspirapolvere 1000 watt rossa fiammante; Mohamed, il cuoco dell’apetta street food parcheggiata all’angolo, affetta soffritti e picchia col coltello sul tagliere; Roberto, alcolista italiano, getta a tempo le infinite bottiglie nel contenitore del vetro; Maria, l’operatrice ecologica, spazza e butta come se non ci fosse un domani. In preda al ritmo la strada si trasforma. Il vigile soddisfatto, smorza la radio, soffia nel fischietto per chiudere quel baccano e con esso quel giorno di straordinaria follia.

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