Alessio Lega: “Nella Corte dell’Arbat” (2019) – Marco Valerio Sciarra

Si sa poco, molto poco, di quello che succedeva nel periodo della “stagnazione” (1960-1985) nella ex Unione Sovietica. Si conosce poco attraverso i media di quei tempi che lasciavano trapelare soltanto quello che faceva comodo alle varie istituzioni di governo. Fortunatamente c’è sempre qualche artista rivoluzionario che prova a raccontarci in maniera poetica e a modo suo quello che succede. Questo è il caso di Bulat Šalvovič Okudžava, il poeta con la chitarra che, prendendo la lingua e i suoni dei suoi luoghi d’origine, ci racconta lo stato d’animo suo e di un intero Popolo. Il cantautore Alessio Lega, nel disco “Nella Corte dell’Arbat” (Squilibri Editore 2019), propone una selezione delle canzoni di Bulat Okudžava, traducendo i testi in italiano riuscendo, in un abile lavoro di trasposizione, a rispettarne il senso, a riprodurre l’atmosfera, intima, malinconica, popolare e profonda delle liriche e delle melodie. Un’interpretazione che gli vale il Premio Tenco 2019 nella relativa categoria. Non certo un compito facile riuscire a riportare l’animo di un poeta di Mosca, o per meglio dire, di un quartiere della Capitale, l’Arbat. Di un uomo fisicamente provato che aveva già perso i genitori in maniera cruenta durante il totalitarismo stalinista. Il padre georgiano fucilato come traditore della Patria e la madre armena mandata a marcire in un gulag. Bulat deve, vuole crescere in fretta e si arruola nell’esercito partecipando alla Grande Guerra ma comprende fin da subito che il fucile non è adatto al suo fisico, dopo la laurea, opta per la chitarra. Le sue armi adesso sono l’ironia e la malinconia, nella voce flebile e nei versi. Le sonorità tradizionali dei luoghi d’origine dei suoi genitori fanno da tappeto sonoro alle sue poesie. Così nasce, alla fine degli anni cinquanta, la canzone d’autore russa. Paura, tormento, speranza, divertimento… tutto splendidamente raccontato da Alessio Lega nel suo disco, che è un documento filologico ma, soprattutto, un omaggio a un grande autore, anche grazie al prezioso libretto caratterizzante le pubblicazioni di Squilibri Editore, accompagnandoci tra i grandi, freddi e nostalgici, viali di Mosca

Alessio Lega: voce, chitarra. Guido Baldoni: fisarmonica, piano, armonium.
Rocco Rosignoli: chitarra, violino, mandolino. Rocco Marchi: piano, organo, armonium, basso elettrico.
Tracklist: 1. Lënka Kolorëv. 2. Canzone dei ragazzi dell’Arbat. 3. Canzone degli scarponi militari.
4. Il giovane ussaro. 5. Quando Okudžava ha cantato le sue prime canzoni.
6. Canzone per Mosca di notte. 7. L’ultimo bus. 8. Peccato però. 9. La forma.
10. Su fondo Puškin. 11. Il musicista. 12. Mozart. 13. Canzone del grillo.
14. Il romanzo storico. 15. Fisionomia. 16. Canzone dei pirati. 17. Breve è una canzone.
18. Tre sorelle. 19. Canzone georgiana. 20. Perestrojka.

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