Alejandro Escovedo & Don Antonio: “The Crossing” (2018) – di Ignazio Gulotta

Fra la primavera e l’estate del 2017 Alejandro Escovedo calcò i palchi accompagnato da una band tutta italiana, i bravissimi Don Antonio di Antonio Gramentieri, Franz Valtieri, Denis Valentini e Matteo Monti. Furono concerti di rock sanguigno e ispirato e l’alba di un sodalizio artistico che oggi si ripropone in questo nuovo lavoro del rocker texano, con l’aggiunta di Nicola Peruch. Gramentieri (Sacri Cuori, Hugo Race Fatalists, Don Antonio) oltre a prendere parte alla produzione è stato anche coautore di tutti i brani di “The Crossing”, dando così un contributo personale di primo piano alla riuscita dell’opera. Un incontro quasi inevitabile, Gramentieri e compagni sono anch’essi uomini di frontiera, innamorati delle roots americane che nella loro musica fanno dialogare con le sonorità mediterranee e romagnole nelle quali sono cresciuti. Le frontiere stanno lì per essere superate, per sentire gli umori, gli odori, l’umanità che sta dall’altra parte: anche Escovedo è un uomo in bilico, dalla duplice natura, americana e messicana, in oscillazione fra i grandi spazi assolati della frontiera e il caos marcio e rabbioso delle metropoli. La vita è movimento, ricerca, in un alternarsi di dannazione e salvezza. È su questo terreno comune fatto di viaggi, spostamenti, solitudini, malinconie, rabbia per le ingiustizie, ribellione che nasce “The Crossing”, un concept album su due migranti Diego, un messicano, e Salvo, un italiano. Giunti nella terra promessa americana, lavorano in un ristorante texano e dovranno affrontare ostilità, solitudine, delusione. La loro storia è metafora per parlare dell’oggi e per guardarsi indietro e chiedersi cosa è rimasto delle speranze, dei ruggenti anni della ribellione e se queste non siano svanite come l’illusione dei due protagonisti di trovare un mondo migliore e più giusto aldilà della frontiera. Le storie presenti nelle canzoni riflettono anche le esperienze vissute da Escovedo: oltre 40 anni di musica on the road, da The Nuns all’alt country al songwriting, che lo hanno visto autore di numerosi dischi, nei quali si riflettevano impietosamente e con grande sincerità le tribolazioni di una vita, e che gli avrebbero “regalato” le stimmate dell’artista maledetto. “The Crossing” è un disco che si dipana come un western di Peckinpah. Il viso, bruciato dal sole e dalla vita, di Escovedo sarebbe stato perfetto in un film dell’autore de “Il Mucchio Selvaggio”, intriso di forza e tensione, ma anche di ribaldo romanticismo e della malinconia del crepuscolo e della sconfitta. Le canzoni declinano l’amore e la passione per le radici della musica americana in una cavalcata emozionante dal country al punk, con i vari ospiti a delineare quasi un personale pantheon musicale: Peter Perrett canta in duo con Escovedo nel romantico country rock Waiting For Me, mentre Wayne Kramer (Mc5) e James Williamson (The Stooges) sono presenti nel fuoco punk di Sonica USA e Teenage Luggage, con i testi che tracciano la storia misconosciuta del punk ispanico. Joe Ely appare nell’intensa cover della sua Silver City, mentre in Rio Navidad lo spoken Word di Frad Trujillo (Richmand Fontaine) affronta il tema del razzismo e della politica anti immigrati in un dialogo fra Diego e un ranger dalle spiccate idee razziste, mettendo le mani nell’attualità degli USA di Trump; da sottolineare il magnifico lavoro della band nel creare un coinvolgente crescendo drammatico. Da segnalare ancora il rock’n’roll tagliente e corale da Stones della frontiera di Outlaw For You, il delizioso strumentale Amore Puro che sembrerebbe uscito fuori dal “Delone” dei Sacri Cuori, fra bagliori tex mex e languori da balera, l’oscura ballata Footsteps in the Shadows con la chitarra di Gramentieri a disegnare lancinanti distorsioni, la commovente Cherry Blossom Rain, la calda e avvolgente Something You e la conclusiva title track, dove suggestioni desert, malinconie country, spoken words (Joe Ely) danno un andamento epico al finale di uno dei migliori album rock’n’roll ascoltati in questi anni.

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