Alberto Nemo: “6×0” (2018) – di Capitan Delirio

Per un disco che si può ascoltare al contrario ci vorrebbe una recensione scritta al contrario o che si potesse leggere alla rovescia, sia per quanto riguarda i contenuti che per le parole. “6×0” infatti, l’ultima produzione di Alberto Nemo, disco gemello di “6×0 (Live)”, ha questa particolare caratteristica: ogni brano ha andamento palindromico e si può leggere anche al contrario… ma non scriverò al contrario, cercherò, anzi, di essere il più diretto possibile per trasmettere le mie sensazioni ai lettori e raccontare questo lavoro, rivoltandone l’interno, come quando si stende ad asciugare un paio di pantaloni. Basta immergersi nell’atmosfera del primo brano, Avon Repus che, secondo un rigido schema speculare, effettivamente è l’ultimo brano, e in negativa si legge: Super Nova. Una stella affrescata sulle pareti infinite di una navata di una cattedrale gotica. La tensione estrema verso l’alto, la stessa tensione percepibile in una preghiera  medievale, ripetuta senza sosta, al cospetto di una sconfinata solitudine, per elevare lo spirito. Secondo lo stesso schema, come è in alto… così è in basso…  Potrebbe anche essere interpretata come una discesa verso profondità più infere, scandaglio di inquietanti bui interiori, per dipanare il tormento dei sensi. Tra queste due tensioni opposte si muovono i sei brani. Sei satelliti che orbitano intorno allo zero, come  piccoli infiniti che orbitano intorno al grande infinito e si annullano… e rinascono… Risveglio (il secondo brano) e gli altri a seguire, come Otium o Emama, sono stadi simili a quelli dell’Opera Alchemica. Attraverso la sua singolare ricerca sonora e canora, Alberto Nemo si aggira tra i labirintici meandri dell’essenza umana, come un eretico senza pace, in esilio, tra le spesse mura di un convento benedettino, sulle paurose tracce dei segreti della dimensione divina, sepolta nelle biblioteche proibite. Dove ogni goccia d’inchiostro assorbito dalle pergamene potrebbe essere veleno, dove ogni sapere illuminante potrebbe accecare. Dove ogni fiaccola lasciata incustodita potrebbe innescare un incendio e bruciare tutto… bruciare tutto… ma anche quando ogni conoscenza cartacea brucia, ugualmente si può venire a contatto con la Conoscenza più grande… perché il fuoco, oltre a bruciare, illumina, scalda e si eleva in verticale. Proprio come l’Amore. Alberto Nemo, con la sua tecnica musicale, attenta al passato e protesa al futuro, invita a guardare dentro se stessi o a saper leggere in un riflesso, per assaporare la scintilla infinita in ogni essere umanamente definito.

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