Adulti in amore – di Irene Spagnuolo

La nuova alba, quella dei quaranta o cinquantenni, single di lungo corso o scoppiati causa divorzio, non è sempre facile. Non lo è tanto per gli uomini quanto per le donne. Non lo è in questo tempo, tanto emancipato e free quanto infelice e complicato. Troppe delusioni o troppe aspettative. E anche una dose di paura alla quale un thriller fa il solletico. Desiderio alle stelle e senso di inadeguatezza a gogò. In mezzo al guado è dura, diciamolo… è così che diventiamo tristi. O buffi. O insopportabili. O giù di lì. Che stare o rimettersi in pista non è più, appunto, un “gioco da ragazzi”. I cuscinetti adiposi, qualche ruga o delle ciocche bianche potrebbero non essere una tragedia, certo, ma c’è di mezzo un’infinita quantità di altre spade di Damocle. C’è chi a furia di flirt ha perso dimestichezza con i legami e l’affetto, chi si è abituato alle pantofole e alle routine, chi si improvvisa comicamente macho o femme fatale, chi sogna l’impossibile. L’anima gemella magari è dietro l’angolo ma incontrarla e riconoscerla non è affatto scontato. Questione non solo di fiuto o fortuna. Talvolta ci mette lo zampino, appunto, la nostra stessa caparbia stupidità. Perché a farla da padrone sono i condizionamenti psicologici, gli schemi sociali, la moda e tutte quelle altre diavolerie che fanno inceppare cuore e cervello. Già, nella cultura della bellezza e del benessere in piena crisi economica e culturale, uomini e donne rischiano grosso nelle faccende sentimentali e non solo. Tutte le relazioni tra i due sessi sono messe a dura prova. Abbiamo decenni di equivoci, emancipazioni, scontri, silenzi, pregiudizi sulle spalle. E per una ragione o per l’altra abbiamo perso la virtù della leggerezza. Che non è superficialità, per carità. E’ sorriso, ironia e autoironia, gusto della vita, senso della misura. Uomini e donne fanno una fatica praticamente bestiale a parlarsi e capirsi. Roba che trascuriamo, da troppo. Lui e lei talvolta si guardano senza vedersi. Oppure scoprono di aver fatto cammini così diversi da essersi allontanati dal traguardo dell’incastro magico. Inutile farne un dramma ma pericoloso sorvolare. Occorre infilare il dito, tra lei e lui. Indagare, osare, riflettere… e fare buon uso di una sapiente sensibilità. Se le due parti della mela hanno una voglia matta di volare insieme, una felicità possibile l’acchiappano, è sicuro. Insomma la felicità possibile non è solo un dignitoso compromesso, è un intelligente patto con la natura. Nelle differenze bisogna infatti trarre il massimo possibile godimento comune. Se tutto questo è un cappello, una premessa, una speranza, il nocciolo della storia sta nelle rocambolesche avventure degli adulti in amore. Quelli che vivono la maturità come zavorra invece che come bagaglio. Quelli che fanno le pulci al partner perché si conformi alle loro esigenze. Quelli che non sono pronti a impegnarsi perché non ne possono più di mazzate. Quelli che gli anni li hanno sperperati senza crescere. Quelli che sono diventati migliori e ingranano la marcia giusta… e quelli che ancora credono che l’uomo o la donna ideale bussi un bel dì alla loro porta senza che loro debbano scomodarsi nella ricerca. Tutto è vero, niente è vero. “Non esistono leggi in amore (…), lo cantava Marco Ferradini e il suo Teorema si conferma valido. Esistono buon senso, entusiasmo, disponibilità. E tutte quelle belle cose messe in fila per far vivere alla grande i rapporti umani. Piacersi è un bel punto di partenza. A patto che non diventi fastidiosa sicurezza o inutile vanità. Che il bersaglio da cogliere è l’altro! Allora diciamo piacersi quanto basta per porgersi a lui o a lei in modo da piacere. Autenticamente, s’intende. A nulla valgono artifici e strategie. Tanto prima o poi alla prova dei giorni finiremmo smascherati. Poi occorre avere l’audacia della seduzione e della curiosità e, soprattutto, della condivisione. Essere pronti. A ridere, molto. A piangere, se capita. A emozionarci, a ogni piè sospinto. A metterci in discussione, abbondantemente. Non vi sfiora l’idea che invece di puntarci un’arma contro l’un l’altro sia più elettrizzante e soddisfacente fare l’amore, due salti, quattro chiacchiere o una deliziosa mangiata? Non che sia una ricetta vincente o una formula magica ma uscire a cena al primo appuntamento con umiltà, fermezza, simpatia e fiducia è un buon passepartout. Almeno per non accumulare il rimpianto di non aver provato a fare faville. Certo a tutti, maschietti e femminucce, è richiesto un rigoroso test di autovalutazione, un bel bagno di umiltà, una grande ricarica di umorismo. “Deve amarmi per quello che sono”. D’accordo. A patto non facciate di tutto per la spudorata arroganza di essere in diritto di pretenderlo. “Deve essere compagna, amica, amante”. Sicuramente. A condizione che lo meritiate. Santa pazienza, è così difficile pensarci su? Infine, è assurdo fare i forever young o atteggiarsi a quello che non si è… ma è rigorosamente consigliato essere attraenti. Che non vuol dire belli e splendenti ma decisamente interessanti. Chi mai passerebbe il resto della sua vita accanto alla noia? Forza, mano nella mano si può.

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