Adia Victoria: “How It Feels” (2017) – di Capitan Delirio

Con “Beyond the Bloodhounds”, uscito ormai da più di un anno, dopo “Sea of Sand” del 2014la giovane cantautrice statunitense, Adia Victoria, ha mostrato un’attitudine naturale a vivere più vite, a descrivere la complessità e l’essenza mutevole delle donne attraverso la propria sensibilità di donna. Sa essere una pagina bianca da riempire, sa usare le tinte scure, tetre, buie e sa squarciare le tenebre con colori sgargianti, a volte accecanti. I suoi strumenti sono la voce e la chitarra, gli occhi e le lacrime. Accordati su un equilibrio precario di rabbia e dolcezza, disperazione e sensualità. Il suo esordio discografico ha sorpreso e sconvolto pubblico e critica, di sicuro ha saputo attirare su di sé le luci dei riflettori. L’ha posta all’attenzione come una delle autrici emergenti più promettenti. Fondamentalmente la sua struttura musicale è orientata verso il Rock d’autore, il Blues, il Folk: tutti generi affrontati con una raffinata duttilità espressiva. Un esempio di questa sua caratteristica ce lo presenta con questo EP fresco di pubblicazione “How It Feels”, dove Adia può dare sfogo alla sua voglia di vivere più vite, esplorare nuove sonorità e finalmente cantare nella sua seconda lingua, il francese. Sceglie, infatti, alcuni dei brani Yé-yé più famosi degli anni sessanta in Francia e li fa suoi, li vive. Può vivere la vita di France Gall, interprete sbarazzina che porta al successo un brano scritto da Serge Gainsburg, Lassaiz Tomber Les Filles. Può vivere quella di Francoise Hardy, autrice impegnata, i cui testi sono diventati inni della protesta studentesca negli anni in cui era più intenso il fervore della lotta (di lei ripropone Ça a Raté). Può anche vivere la vita della tormentata e stellare Dalida che ebbe modo di interpretare Parlez-Moi De Lui, canzone d’amore perduto, scritta sempre da Francoise Hardy. Rivive insomma la vita di queste cantanti, immedesimandosi in loro a suo modo, perché in fondo… c’è sempre lei, con le sua modalità di comunicare… intensa e intima allo stesso tempo. Forse non è la strada che ci si aspettava che prendesse, ma probabilmente è soltanto una parentesi temporanea che le permette di ampliare la sua gamma di possibilità espressive, proponendo lati della sua vocalità ancora non ascoltati. Il nuovo corso creativo confluisce ipnoticamente nel brano inedito You Know How It Feels, in cui la sorniona songwriter ti prende per mano e ti sussurra all’orecchio tentazioni angeliche e innocenze luciferine che trasportano in dimensioni deliquescenti e richiedono il totale abbandono dei sensi. Quando, in un rigurgito di veglia, riesci a chiederti dove ti stia trasportando, è ormai troppo tardi, non puoi più liberarti del filo spinato che ti avvolge come zucchero filato.

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