Adel Tirant: “Adele E I Suoi Eroi” (2019) – di Capitan Delirio

In questa giostra, in cui siamo tutti coinvolti, in cui giriamo, giriamo, la sensazione di avvicinarsi alla persona amata si rinnova ad ogni giro, come ad ogni giro si rinnova poi quella di perderla. Ogni volta più forte la speranza di prendersi, quasi aggrapparsi, all’avvicinamento… e poi sempre più grande l’amarezza all’allontanarsi. Riempimento del cuore e tristezza ad ogni rotazione, consapevoli che questo alternarsi di emozioni è il grande gioco della vita. Una giostra, appunto. Altro giro, altra corsa. Sono undici intensi giri di giostra quelli che registra Adel Tirant nel suo recente esordio discografico “Adele E I Suoi Eroi” (Soter/Self 2019). Un album che raccoglie, infatti, brani già incisi e coltivati negli anni e brani nuovi, come un omaggio a tutto quello che durante la sua esistenza umana e artistica la ha ispirata. Un omaggio soprattutto all’universo femminile, all’essenza mutevole di donne che durante il corso della vita hanno lasciato un segno profondo su di lei e sul suo immaginario. Un immaginario che grazie agli arrangiamenti curati insieme a Giovanni Block ha trovato la sua forma canzone. In cui emergono chiaramente i riferimenti al cantautorato italiano degli anni sessanta, al Blues maledetto, intarsiato da fraseggi in lingua francese, lingua amata dai tempi in cui Adel interpretava il repertorio di Edith Piapf. Non dimenticando certo le sue radici siciliane in uno dei brani più complessi e intensi (Chiddi Chi Erumu). Per poi sorprendere totalmente e far virare l’album verso atmosfere Disco Dance nella traccia finale (Settembre) che mette una grande voglia di ballare. Ballare comunque. La voce di Adel porta l’ascoltatore nel suo mondo ed è un’accoglienza intima e informale, permette di interagire con le sue letture e le sue abitudini. Le venature fresche, cinguettanti tra le corde vocali di Adelportano sempre verso altezze emozionali, anche quando i toni scivolano verso la malinconia, perché come dicevamo prima, non bisogna dimenticare che è tutto un grande gioco, anche se terribilmente serio… e qualche volta ci si può ballare su. Altro giro, altra corsa.  

Testi, Musiche e Voce: Adel Tirant.
Augusto Bortoloni, Batteria. 
Dario Maiello,Basso elettricoAntonio GomezContrabbasso
Valerio Storace,Violino e ViolaGiovanni SanaricoVioloncello. 
Lorenzo Campese e Francesco LettieriPianoforte. Fabio Renzullo,Tromba. 
Pasquale BenincasaPercussioni. Lorenzo CampeseSynth
Marcello Giannini e Luigi ScialdoneChitarra Elettrica. 
Luigi ScialdoneChitarra Acustica, Chitarra Classica e Ukulele.

Tracklist: 1. Così scrisse Oliveira. 2. Un homme qui me plait comme toi. 3. Giostra.
4. Chiddi chi erumu. 5. L’isola di Arturo. 6. La maison des chats. 7. Santa Lucia.
8. Blu Lou. 9. Non c’è che mare. 10. L’incantesimo. 11. Settembre (Love September).

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