Acherontia atropos – di Rita Salamon

Abbagliata. Era rimasta a bocca aperta, da tanta bellezza.
Stava giocando in cortile quando il suo sguardo fu attirato da un lieve movimento giallo, tra le foglie di melanzana. Un bruco enorme, opulento, dalle sfumature viola e lilla e tempestato di puntini stava cercando un posticino tranquillo.
Illuso. Non era nel Paese delle Meraviglie, ma in Piazza Angheria.

La Maggie, di nascosto e di corsa, aveva rubato dalla dispensa un barattolo vuoto di quelli che si utilizzavano a casa sua, d’estate, per la passata di pomodori.
La sua intenzione era di portarselo a scuola e mostrarlo alla maestra.
Certo le avrebbe spiegato cosa mangiava, come si sarebbe trasformato e che tipo di farfalla sarebbe diventato. A lei, piaceva anche così, e tanto. E si figurava tutta la famiglia dei bruchi che accoglievano uno stravagante sconosciuto con le ali, senza riconoscerlo. E lui, l’ex bruco, veniva rifiutato non perché meraviglioso, ma perché strano. Per starsene in pace sarebbe dovuto rimanere uguale agli altri.
Allora l’avrebbe curato lei, sarebbero stati insieme, sotto qualsiasi forma, non le importava. Il contenitore era troppo stretto per lui, poverino, ma se l’avesse lasciato lì, in mezzo agli ortaggi, sarebbe finita male.
La mattina dopo, come due ricercati, avevano raggiunto la classe, ammaccati ma interi. 
La maestra, schifata, l’aveva buttato nel cesso.

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acherontia salamon

Un pensiero riguardo “Acherontia atropos – di Rita Salamon

  • Aprile 30, 2015 in 12:02 am
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    bello , è come una istantanea della kodak instamatik , non è più in produzione .Saluti rosalia gentile

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