Ace: “Five a side” (1974) – di La Firma Cangiante

La prima volta che ascoltai “Five a side” degli Ace mi avvicinai all’album con un preconcetto del tutto sballato, nato semplicemente da un fraintendimento del look che la band sfoggiava in alcune foto e su alcune copertine dei loro dischi, probabilmente influenzato anche da qualche commento di seconda mano. Ero convinto di andare ad ascoltare una band dedita a un genuino southern rock proveniente dal profondo degli Stati Uniti, una sorta di Lynyrd Skynyrd minori o di piccoli cuginetti dei fratelli Allman. Chi conosce quest’album degli Ace e non solo si starà chiedendo il perché. Non fatemela questa domanda, sinceramente non vi saprei rispondere. Sta di fatto che gli Ace non sono nemmeno americani, nascono a Sheffield (Gran Bretagna) nel 1972 dagli ex Clat Thyger nei quali già militavano il cantante e chitarrista Alan “Bam” King, (ex Action) e Phil Harris (chitarra solista), prendendo in origine il nome di Ace Flash & The Dynamos del quale rimarrà già dal primo album solamente la prima parola. Della partita sono anche il bassista Tex Comer, il batterista Steve Witherington e il tastierista Paul Carrack, poi con Roxy Music, Mike and the Mechanicssessionman per Roger Waters (“Radio K.A.O.S.”, “The Wall – Live in Berlin”) e Ringo Starr. I primi anni di vita della Band non riservano grandi soddisfazioni, Whiterington lascia e viene sostituito da Fran Byrne: si arriva così alla formazione definitiva che solo due anni più tardi riuscirà a incidere questo album d’esordio per l’etichetta Anchor. La loro canzone più famosa, qui contenuta, How long, è un brano di soft rock davvero ben riuscito, più vicino al pop che non all’hard rock per intenderci, che poco ha a che spartire con tutto ciò che avevo in mente, canzone ricordata per essere stata il maggior successo commerciale di tutto il movimento pub rock inglese che si sviluppò nella prima metà degli anni 70. Forse nei primi due pezzi dell’album qualche accenno al rock degli stati del sud si trova anche, qualche sentore in Sniffin about, bel pezzo d’apertura dell’album e, in particolare, in alcuni passaggi di Rock & roll runaway mi hanno riportato alla mente i due fratelli Duke e la contea di Hazzard (e ovviamente Daisy, ah la piccola Daisy). Per il resto i brani offrono un rock di stampo leggero, un’insieme di composizioni ben riuscite, apprezzabili soprattutto da chi riesce a concepire un rock non necessariamente lanciato a mille ma più pacato e rilassante,  condito con qualche spruzzata di funk e soul di matrice rigorosamente “w.a.s.p.”. “Five a side” si rivela un album che probabilmente non rientra nella top ten di moltissimi appassionati di musica ma che garantisce almeno il piacere di diversi piacevoli ascolti. Leggere variazioni tengono lontana la noia, e va bene così.

Alan “Bam” King: chitarra, voce. Phil Harris: chitarra, voce. Terry “Tex” Comer: basso.
Paul Carrack: tastiera, voce. Fran Byrne: batteria.

01 Sniffin’ about / 02 Rock & Roll runaway / 03 How long / 04 The real feeling
05 24 hours / 06 Why / 07 Time ain’t long / 08 Know how it feels / 09 Satellite
10 So sorry baby / 11 Tastes like fish (bonus).

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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