Aaron Neville: “Warm Your Heart” (1991) – di Luca Paoli

Immaginate di percorrere a piedi un vicolo nel bel mezzo della notte a New Orleans.Svoltate a destra e vi trovate di fronte un omone nero e non dei più eleganti anzi con un look molto truzzo. Sicuramente vi mettereste a correre nel senso inverso col cuore che batte a mille per lo spavento ma lui, vedendovi in quello stato, intona con una voce rubata agli angeli Amazing Grace: a quel punto vi fermate, lo abbracciate e lo amerete per tutta la vita. Lui è Aaron Neville da New Orleans una delle icone musicali di quel magico posto dove mille etnie convivono creando, tra quei qurtieri, un sound unico fatto di Soul, R&B, Jazz e Blues. Musica contaminata. Come dicevamo prima, da una cultura multietnica dove convivono la popolazione Creola Francese, quella Ispanica e Africana (ma anche quella Americana di radice inglese) che contribuirono alla nascita del Jazz. I nomi fondamentali di questo sound che deriva da tutti questi intrecci di generi musicali diversi rispondono ai nomi di Henry Roeland “Roy” Byrd, noto come Professor Longhair, Malcolm John “Mac” Rebennack Jr, noto come Dr. John e, ovviamente, la famiglia Neville. Si perché tra fratelli e nipoti sono un esercito. Aaron incominciò nel 1966 a pubblicare album solisti col suo stile di canto yodel abbinato al R&B. Nello stesso periodo il fratello Art Neville fonda i The Meters, gruppo Funk  tra i più importanti della zona e con ottime vendite in tutto il mondo. In alcuni album partecipa in qualità di percussionista un altro fratello Neville… si tratta di Cyril. Nel 1977 Aaron con i fratelli Art, Charles e Cyril, i Neville Brothers, gruppo Soul e R&B sempre a New Orleans. Nel 1989 esce forse il loro disco più famoso, sicuramente il più bello della loro discografia “Yellow Moon”, prodotto da quel genio della consolle che risponde al nome di Daniel Lanois. Soffermiamoci ad analizzare il disco (forse) più famoso di Aaron Neville “Warm Your Heart” del 1991, ottimamente prodotto da Linda Ronstadt. Un album che vede coinvolti, nei vari brani ospiti di lusso che rispondono al nome di Van Dyke Parks, la stessa Linda Rodstadt, David Lindley, Ry Cooder, Dean Parks, Larry Carlton, DR. John, Bob Seeger e molti altri… il tutto arricchito da una orchestra e sezione fiati. L’album si apre con un gran pezzo di Randy NewmanLuisiana 1927, resa con un arrangiamento Soul con la voce del Nostro che sale subito su livelli da pelle d’oca e con un coro a rendere più epico il pezzo. Segue Everybody Plays the Fool,  brano lento dall’impatto più commerciale a metà strada tra una ballata e un Reggae con la voce sempre ad altissimi livelli. I Feel The Rain è una stupenda ballata di John Hiatt, qui interpretata in modo sublime con voce soul e con una ottima chitarra elettrica slide di Ry Cooder ad impreziosire il brano. Altro bel pezzo black è Somewhere, Somebody dall’andamento mid-tempo, con fiati e organo hammond a riempire il suono e la bella voce di Aaron. Don’t Go Please Stay è un brano di Burt Bacharach con arrangiamento orchestrale come è giusto che sia. Ottima versione. Si torna a New Orleans con la stupenda ballata With You in Mind di Allen Toussaint qui resa preziosa da una voce celestiale e da un misurato ma stupendo solo di chitarra elettrica di Larry Carlton. Segue un altro stupendo brano di Allen Toussaint, Hat’s The Way She Loves, dall’andamento lento da After Midnight… interpretazione da brividi su tutto il corpo. L’unico brano a firma Neville (Aaron e Charles) è puro New Orleans Stile. Bel gioco di percussioni con botta e risposta tra la voce solista e coro. Close Your Eyes, di contro, è una splendida ballata anni 50 di Chuck Willis, cantata in coppia da Aaron Neville e Linda Ronstadt sempre di altissimo il livello. Si passa alla sonorità simil-caraibica col brano La vie dansante di Jimmy Buffet, con tanto di coro in lingua Francese a cura di Rosemary Butler, Valerie Carter e Rita Coolidge, belle percussioni e sempre grande voce. Si arriva alla title track Warm Your Heart, ballata soul con il pianoforte in evidenza a ricamare sulla bella melodia e sulla voce sublime del grande (in tutti i sensi) Aaron. Siamo quasi alla fine… giusto il tempo di ascoltare gli ultimi due brani di questo bell’album. I Bid You Goodnight  è un traditional ottimamente interpretato dal Nostro con tanto di coro gospel. Si chiude in bellezza con una interpretazione molto convincente dell’Ave Maria di Schubert. In conclusione… un grande artista con una voce splendida rubata agli angeli che ha reso grande il soul e la musica multietnica di New Orleans.

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