AA. VV.: “The Passenger – Svezia” (2020) – di Ignazio Gulotta

La bella serie ideata dall’editore Iperborea per approfondire la conoscenza dei Paesi stranieri è approdata recentemente in Svezia, paese che ultimamente è stato al centro delle cronache e del dibattito sulle politiche sanitarie di contenimento del Covid-19. Come dovrebbe ormai essere noto la Svezia è stata una delle pochissime nazioni che non hanno adottato la politica dei confinamenti, il governo di Stoccolma ha puntato più sul proverbiale senso civico dei suoi cittadini che sulle costrizioni, i divieti sono stati infatti limitati al minimo e oggi possiamo dire che le scelte orientate dall’epidemiologo di Stato Anders Tegnell sono risultate vincenti. Molto si è discusso qui da noi sul diverso carattere degli svedesi rispetto al nostro, concludendo che le misure adottate nel paese scandinavo qui non avrebbero mai funzionato per il carattere poco civile degli italiani. Ma per scoprire come stanno le cose questo volume ci aiuterà a conoscere meglio questo popolo e scopriremo così che l’immagine di tolleranza, rigore etico, disponibilità verso gli altri, idealismo, emancipazione che spesso viene associata agli svedesi nasconde invece una realtà ben più complessa e contraddittoria.
I saggi, le inchieste, i reportage di cui si compone questo volume ci offrono uno sguardo per gran parte di noi inedito e forse insospettabile, forse solo chi ha frequentato la letteratura svedese e in particolare quella gialla si sarà reso conto che quell’immagine idilliaca che il lungo periodo socialdemocratico e la figura nobile di Olof Palme avevano diffuso nasconde invece un profondo lato oscuro. Da questo punto di vista molto interessante è il saggio di Gellert Tamas sulla crescita esponenziale dei partiti di estrema destra, a volte apertamente filonazisti e che hanno posto al centro della loro politica la lotta all’immigrazione e la difesa della svedesità, basti pensare che gli ultimi sondaggi danno i Democratici svedesi vicini al sorpasso dei Socialdemocratici.
Tamas ne studia le origini, la Svezia ha una lunga tradizione di razzismo, per ben cinquant’anni ha avuto un programma di sterilizzazione forzata, negli anni Trenta e Quaranta l’aristocrazia svedese mostrò simpatia verso la Germania nazista, l’evoluzione politica, ma anche le contraddizioni del modello svedese di accoglienza, oggi il paese conta un quinto della sua popolazione nata fuori dai suoi confini e non sempre il modello di integrazione ha funzionato. Apre poi uno squarcio inedito sulla società svedese l’intervista di Massimiliano Guareschi al regista italo-svedese Erik Gandini; l’argomento, al quale il regista ha dedicato un bel documentario, sono i cambiamenti avvenuti nella società a partire dal 1972, quando il governo lanciò il programma La famiglia del futuro, nel quale si predicava l’indipendenza e l’autonomia dell’individuo all’interno della famiglia, si spingevano i figli ad andar via di casa, le donne a non dipendere dagli uomini e gli anziani dai figli, ma qual è stato il risultato?
Certo, dice Gandini, ha creato una società di uomini e donne libere, ma anche molto soli, la Svezia è il paese col maggior numero di single. Questo ha avuto effetti anche sulla diffusione del virus che ha colpito meno una popolazione con una forte tendenza all’autoisolamento, mentre nei quartieri a forte immigrazione, dove i legami familiari allargati sono molto forti il virus si è diffuso maggiromente. Ma sono molti gli aspetti della Svezia che vengono affrontati con acume e spirito critico, da Greta Thunberg, mettendone in rilievo come la sua figura non poteva che nascere all’interno del mondo e della mentalità svedese, dal miracolo tecnologico che pone oggi la Svezia all’avanguardia nel mondo delle startup, basti pensare che qui sono nate Skype e Spotify, dalla bella e inquietante inchiesta sull’assassinio, ancora irrisolto, di Olof Palme, agli scandali che hanno rischiato di travolgere il premio Nobel, all’industria musicale diventata un’autentica fabbrica di successi.
Infine non ci resta che segnalare il saggio di Olivier Truc sulla Lapponia e sul popolo sami, vittima di uno strisciante razzismo e della rapacità dell’industria estrattiva che ne sta minacciando la stessa sopravvivenza e la sparizione della sua cultura, chi avrebbe mai sospettato che un Paese che appare a mondo come uno dei più strenui difensori dei diritti umani e dell’uguaglianza abbia poi al suo interno tanti scheletri nell’armadio? Ed è proprio questo il grande pregio di questa collana, farci entrare dentro la storia, la cultura, la politica, la vita quotidiana di un paese mostrandocene gli aspetti e le contraddizioni che gli stereotipi ci impediscono di vedere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://thepassenger.iperborea.com/titoli/svezia/

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