A Violet Pine: “Again” (2019) – di Capitan Delirio

Si sentono le chitarre sferragliare e il basso elettrico incedere con ritmo incalzante, sostenuto dalla batteria. Il suono corposo, rantolante, avvolgente, richiama certe tendenze musicali degli anni novanta: è ancora una volta il Post Rock, vicino al Grunge e allo Stoner, a farsi carico di un certo malessere esistenziale. Il senso di sconfitta, il senso di sconforto, si avvertono prepotentemente in “Again” (2019), il più recente progetto discografico di A Violet Pine. Si impossessano delle corde vocali della voce guida, delle corde della chitarra e del basso, e delle pelli della batteria e si diffondono attraverso l’amplificazione come un urlo trattenuto. Gli strumenti si sintonizzano perfettamente con gli umori delle atmosfere, in cui prevale una certa malinconia che si aggrappa ai lati oscuri dell’anima, dilatandoli. Così una forma di psichedelia si fa largo in queste ballate tormentate. In cui l’amore è sempre il sentimento che può salvare, può lenire la sofferenza, può redimere, ma è difficile coprire le distanze, così distante che sembra irraggiungibile. Bisogna correre, correre, sotto la pioggia, contro le intemperie, contro ogni difficoltà che la Vita ci presenta. Come un lottatore che affronta i propri mostri dentro. Affrontare nella propria interezza il buio esteriore ed interiore prima di poter apprezzare una forma di riscatto, la possibilità di rinnovarsi, di sapere vedere nel polo negativo quello positivo. Bisogna diventare capaci di rubare caramelle nei posti meno immaginabili, quelli più imprevedibili. Bisogna saper rubare attimi all’infinito. Le labbra nere possono dare baci assassini o possono dare baci più profondi, sino agli abissi dell’anima, dove il piacere è più totale.  

Giuseppe Procida: voce, chitarra elettrica. Francesco Bizzoca: basso elettrico.
Paolo Ormas
: batteria

Tracklist: 1. Interstellar Love. 2. Run Dog, Run!. 3. Again.
4. When Boys Steal Candies. 5. Black Lips. 6. Monster. 7. Zoo.

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