“Zorro contro Maciste” – di Andreas Finottis

Il cinema è sempre stato un luogo magico per molti. Al buio della sala si fa un viaggio di qualche ora, con la mente che segue una vicenda al di fuori del proprio corpo, vivendo un sogno a occhi apertiPerò c’è anche chi questo viaggio della mente lo ha quasi sempre avuto disturbato, e uno di questi sono io. Da bambino andavo in un economico cinema parrocchiale di paese, polveroso oltre l’inverosimile, in cui alla domenica dopo il catechismo obbligatorio potevamo entrare pagando pochissimo. Proiettavano il cinema per i ragazzi, film vecchi o poco richiesti: per esempio ne ricordo uno dal titolo: “Zorro contro Maciste” che neanche c’era un vincitore… diventavano amici Zorro e Maciste, e insieme menavano a tutti. Quando entravi in platea trovavi tutte le sedie occupate, tranne le file a metà immediatamente sotto la galleria. Nessuno si sedeva lì, tranne qualche novellino sprovveduto che appena si spegnevano le luci veniva bersagliato dagli sputi che piovevano dalla galleria, con urla e risate. C’era la Mina, una vedova dalla faccia  feroce, bassa e massiccia, sempre vestita di nero con uno smanicato che lasciava scoperte due braccia enormi da scaricatore di porto. Faceva i biglietti e poi vendeva bruscolini, arachidi, popcorn, patatine fritte e dolciumi all’ingresso. Il prete l’aveva messa lì che si guadagnasse qualcosa per mantenere i suoi figli. Era un viavai continuo di ragazzini che andavano a prendersi qualcosa e i rimasugli li tiravano in testa a quelli delle file avanti, per cui era un continuo litigare con un polverone che si alzava durante le risse dal pavimento ultrasporco. Quando le urla diventavano eccessive entrava la Mina con un enorme scatolone di patatine pieno, urlava più forte di tutti di stare buoni e seduti, sbattendo forte lo scatolone in testa a quelli che trovava in piedi, sprigionando nuvole di polvere che ostruivano la visuale dello schermo. Se vedeva che ce n’erano ancora impegnati a litigare gettava lo scatolone, li divideva, li trascinava via e, buttandoli fuori dal cinema, li diffidava di non tornare più per un tot di domeniche, secondo la gravità della rissa. Una volta che ero io uno dei protagonisti mi ha dato una domenica di sospensione, mentre al mio avversario ne ha date tre, perché avevano detto tutti che era stato lui a cominciare. In queste condizioni era difficile seguire i film ma, con l’esperienza, avevo scoperto che i posti migliori e più sicuri erano gli ultimi: meglio in galleria ma di solito volevano andarci tutti, per cui era costantemente occupata… e allora in platea mi mettevo nell’ultima fila, protetto dagli sputi dalla galleria e dal lancio di oggetti dalle file posteriori. Poi crescendo non andavamo più al cinema parrocchiale dei ragazzi ma a quello degli adulti. Lo scopo principale era vedere donne nude, per cui qualsiasi film era giudicato in base a quello… più donne nude c’erano più era considerato un capolavoro da consigliare agli altri al barAllora vedevi masse di ragazzini a vedere film scadenti, mentre a vedere film veramente belli ma casti c’era poca gente. Quelli migliori in quel senso erano ovviamente vietati ai minori di 14 anni. Noi ne avevamo 12/13… perciò ci facevamo accompagnare da uno ritardato mentale che aveva 17 anni e se ne stava sempre solo al bar. Lo tenevamo in compagnia con noi e gli davamo i soldi per la sua prestazione. Faceva cinque o sei biglietti mentre noi, col colletto del giubbotto tirato su, cercavamo di nasconderci atteggiandoci a più vecchi di quello che eravamo. Se a volte ci chiedevano l’età dicevamo di avere 14 anni tutti. Riuscivamo spesso così a entrare ma il problema era che non sempre il film corrispondeva alle premesseUna volta ho visto “Taxi Driver”. Eravamo accorsi per la proiezione perché dicevano che il protagonista andava a puttane e “si vedeva qualcosa”… invece non si vedeva molto, perciò tutti gli altri miei amici si lamentavano che era una merda di film, mentre io ero rapito dalla pellicola. Solo io lo trovai magnifico, ne ero tutto preso nonostante le continue critiche negative durante le proiezione per il poco sesso che c’era. Quando uscii mi sembrò di essere ancora dentro il film. Distratto attraversai la strada senza guardare, quando una macchina suonando mi ridestò, mentre gli altri dietro di me ancora si lamentavano, confrontando la mia pellicola preferita con un pessimo film commedia trash in cui invece c’erano delle ragazze nude che facevano la doccia a lungo. Dicevano che quello sì che era stato un bel film… altro che “Taxi Driver”Qualche anno dopo avevamo trovato un cinema isolato gestito da un anziano mezzo rintronato pieno di soldi, noto per la sua avarizia. Evitare di pagare era facile facile… faceva tutto lui al cinema e si poteva entrare gratis quando iniziava il film, perché si metteva nel botteghino a sonnecchiare e dalla porta d’ingresso, non visti, si riusciva a salire in galleria passandogli a fianco. Un el dorado di film gratis, anche vietati ai minori di 18 anni e, come se non bastasse, lasciava la porta socchiusa… pertanto gli fregavano i popcorn e le patatine, oltre che il costo del bigliettoPoi però si sparse la voce e tutti esagerarono, rendendo l’avaro sospettoso. All’uscita osservava tutti dicendo: “Guarda quanta gente stasera, mi pareva di aver venduto pochi biglietti” oppure “Ho venduto anche tanta roba, ci sono le scatole quasi vuote”Dopo poche settimane mangiò la foglia, e iniziò a chiudere la porta del botteghino. Risultava difficile quindi salire senza biglietto perché stava sveglio a controllare… però riuscivamo ugualmente a farla losca: mentre uno comprava il biglietto si appoggiava per un momento con le spalle alla parete, nascondendo le scale che salivano alla galleria… così sgattaiolavano gli altri di corsa e si riusciva a entrare con un biglietto in quattro o cinqueAlle superiori ci portavano a volte a vedere dei film d’autore o degli spettacoli teatrali… e anche lì era un delirio. Di spettacoli teatrali non ne ho mai visto uno senza che gli attori si interrompessero una o più volte a rimproverarci per le battute, i fischi, le pernacchie o le offese che arrivavano. Se invece proiettavano dei film era ancora peggio col buio. In un film di Bergman a uno gli hanno tirato una lattina piena di coca cola in testa ed è finito in ospedale. Un’altra volta, in un film lento d’autore con i sottotitoli, uno cominciò a urlare che non ne poteva più del film, che si sarebbe buttato giù dalla galleria, che si sarebbe ammazzato… e lanciò uno scatolone grande pieno di altri scatoloni vuoti più piccoli giù in platea. Cadendo il paccozzo rimbombò schiantandosi fragorosamente al suolo e sparpagliando tutt’intorno gli scatoloni che conteneva. I più sensibili si misero a urlare tra il fuggi fuggi credendo si fosse veramente ammazzato qualcuno. I professori che ci accompagnavano corsero trafelati con gli occhi spiritati a vedere chi si era suicidato, i gestori del cinema accesero le luci: non era capitato niente di drammatico e le risate generali di noi studenti lo certificavano. Qualche volta, da maggiorenne, in quelle serate padane nebbiose e fredde in cui ci si trovava in compagnia ma non si sapeva cosa fare, capitavamo in un cinema porno. C’era poca gente sparsa e le poltroncine erano in similpelle. Si intuiva subito che molti si segavano al cinema. C’era sempre un continuo andirivieni ai bagni. Era una situazione piuttosto disgustosa e puzzolente, tanto che smettemmo di andarci. Successivamente mi comprai un lettore di dvd. Andavo a prenderli a noleggio da un obeso ingioiellato e col suv che sembrava uscito da un video rap. Però bisogna dire che era gentile e aveva tariffe molto convenienti. Le novità due euro… ma dopo sei mesi li toglieva dalle novità… così con un euro ti vedevi il film e se facevi venti euro di ricarica ne avevi cinque omaggioMi sono visto parecchi film in quel periodo, meglio che nei cinema a cui ero abituato, e potevo rivedermi le scene migliori o risentirle in lingua originale. Sono stato alcuni mesi lontano dal videonoleggio, avendo poco tempo a disposizione: un giorno che avevo tempo di vedermi un film andai ma era chiuso con un cartello di cessata attività. Mi è dispiaciuto molto, soprattutto perché avevo ancora dodici euro di ricarica e c’era solo un mese per farseli restituire… svaniti, insieme alla maggior parte dei negozi di dvd. Era arrivata l’era dei film in internet.

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