Patty Pravo… la ragazza Beat – di Fabrizio Medori

Se c’è una persona che da sola può rappresentare gli anni del beat italiano… questa non può che essere Patty Pravo. La ragazza che infiammò gli anni ’60 con le sue canzoni, la sua spregiudicatezza, la sua bellezza. Veniva da Venezia, dicendo di essere scappata di casa a sedici anni. In realtà la sua infanzia l’aveva passata con i nonni, i quali la introdussero negli ambienti della Biennale d’arte e del conservatorio. Patty (il cui vero nome è Nicoletta Strambelli) crebbe così frequentando artisti che spaziavano fra la Beat generation americana – niente a che vedere con la musica degli anni ’60 – e la Pop-Art. Gli studi di musica classica, iniziati all’età di quattro anni, la portarono al diploma di pianoforte, ancora giovanissima, e alla possibilità di intraprendere la difficile strada che porta alla carriera concertistica. Invece di percorrere questa strada, Nicoletta decide di partire per Roma, il posto nel quale stanno succedendo cose nuove, dove i giovani possono respirare un’aria nuova, dove tutto può succedere. Al suo arrivo nella capitale si faceva chiamare Guy Magenta e diventò in tempi brevissimi un’attrazione fissa del locale più importante d’Italia, in quel periodo: il “Piper Club” di via Tagliamento. Insieme a lei, gli “ospiti fissi” erano: Renato Zero, Loredana Bertè, Mia Martini, Gianni BoncompagniMita Medici, Giancarlo Magalli e pochi altri. Una sera, Alberigo Crocetta, sempre alla ricerca di nuovi talenti da lanciare, la vide ballare e le chiese:“Saresti capace di cantare bene come balli?”… ottenendo come risposta:”Sono capace di fare molto meglio!”. L’unico dettaglio da migliorare era il nome, e dopo averlo trasformato in Patty Pravo, con un cognome che ricordasse un po’ i “Provos” francesi, la ragazzina veneziana partì con il suo primo disco, la versione in italiano di un brano scritto da Sonny Bono: “But you’re mine”, tradotta da Gianni Boncompagni in “Ragazzo triste”Il successo fu immediato, fin dalla prima apparizione televisiva, alla fine del ’66, grazie soprattutto all’azzeccatissimo mix di talento interpretativo e di novità e freschezza che mettevano il “personaggio” in primo piano rispetto all’artista. Il 1967 consolidò il successo del primo 45 giri con altre due emissioni discografiche fortunate: “Qui e là” e “Se perdo te”, ma all’inizio dell’anno successivo arrivò il brano destinato a cambiare radicalmente la carriera di questa straordinaria artista: “La bambola”. La canzone, che sicuramente rappresentava (e rappresenta ancora a tanti anni di distanza) la sua interprete, meglio di qualsiasi altro ritratto, era opera di tre autori italiani, Migliacci, Zambrini e Cini, i quali confezionarono per Patty un’opera che rimane a tutt’oggi tra le più vendute in Italia. Sarà molto curioso sapere che il primo destinatario de “La bambola” fu Little Tony, il quale non riuscì ad intuire le potenzialità di successo che il brano aveva e non comprese la carica di ribellione che il testo del la canzone aveva in sé. È innegabile che quelle stesse parole in bocca a un uomo sarebbero suonate molto meno irriverenti, ma è anche vero che il tempo ha dato torto al suo mancato interprete. Da questo capitolo discografico ebbe origine, grazie alle versioni reincise da Patty Pravo in spagnolo, francese, tedesco e inglese, la straordinaria fama internazionale della stessa interprete, la quale a tutt’oggi può contare su un fedelissimo e vastissimo pubblico non solo in patria ma in tutto il mondo, con grosse punte di fanatismo in Sud America. Patty Pravo è stata, però, talmente brava, dopo essere arrivata in un paio d’anni a questo straordinario livello di popolarità, da continuare la sua ricerca stilistica, senza cedere alla tentazione di produrre doppioni dei brani di successo già portati in vetta alle classifiche. Come era capitato già ad altri suoi colleghi e come in seguito capiterà ad altri ancora, Patty ebbe la fortuna di imbattersi nei due più bravi autori di canzoni in attività in Italia: Paolo Conte, che per lei scrisse “Tripoli 1969”, e Lucio Battisti, il quale (come sempre in collaborazione con Mogol), compose “Il Paradiso”; brani piuttosto differenti tra di loro, ma che assumono, nell’interpretazione dell’artista veneziana, una luce che è propria delle gemme di rara bellezza. Da questi brani in poi, con largo anticipo rispetto a molti colleghi, Patty Pravo, al pari di “mostri sacri” della canzone come Mina e Ornella Vanoni, comincerà a dare sempre maggiore risalto alle proprie qualità interpretative. A cavallo fra gli anni ’60 ed i ’70 sarà spesso visibile, attraverso la televisione, l’intensa e drammatica partecipazione con la quale Patty interpreta, dal vivo, i brani. Continuando a passare da un successo all’altro, si apre così per Nicoletta, un nuovo decennio ricco di soddisfazioni artistiche, che passando attraverso singoli da hit-parade come “La spada nel cuore”, “Non ti bastavo più, “Pazza idea”, “Come un pierrot”, si concluderà con due brani ancora una volta anticipatori dei gusti del pubblico: “Pensiero stupendo” e “Autostop”. La carriera di Patty Pravo, messa continuamente in discussione da un carattere difficile e da uno stile di vita molto movimentato, dopo una pausa di ben cinque anni, interrotta nel 1982 dal poco fortunato album Cerchi, riprenderà nel 1984 con “Per una bambola”, che dal palco di Sanremo riproiettò Patty sulla ribalta nazionale. Da qui al 1994 solo due album, ma nel 1997 l’ennesimo capolavoro: Vasco Rossi scrive per lei “E dimmi che non vuoi morire”, che, ancora a Sanremo, le darà un altro grande successo. Sull’onda del rinnovato interesse del pubblico nei confronti di un’artista così affascinante, e di un ritrovato vigore fisico, Nicoletta Strambelli, raffinata e riservata signora, ha trovato di nuovo la forza per trasformarsi in Patty Pravo, sempre sfrontata, ma nello stesso tempo elegantissima, grande interprete della canzone italiana, ripartendo per lunghe e fortunatissime tournée, documentate da dischi dal vivo e da video nei quali è possibile verificare con occhi ed orecchie il perdurante, splendido stato di forma di Patty. 

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

pattipravo medori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.