La Fabbrica dell’assoluto – “1984: L’ultimo Uomo d’Europa” – di Lino Gregari

Il Progressive Italiano sta vivendo una seconda giovinezza, una seconda età dell’oro, proponendo ad un pubblico sempre più attento e preparato, band e Album di notevole livello.
Tra i nomi che sicuramente si faranno notare, ecco La Fabbrica dell’Assolutoquintetto romano che pubblica il bellissimo “1984: L’ultimo Uomo d’Europa”, vera e propria Opera Rock di stampo vintage, che suona senza soluzione di continuità, proponendo una personalissima rilettura del classico Orwelliano.
La Band ci mostra il volto del progressivo italiano più puro, fatto di repentini cambi di tempo dettati da riff di organo e chitarra che si alternano nella costruzione di una struttura melodica articolata su vari livelli espressivi.
Prog Italiano certo, ma con un respiro europeo che pone la Band tra le più belle realtà del presente.
Utilizzando una strumentazione vintage, il gruppo delinea un tracciato sonoro che è tutto fuorché commerciale, ma che proprio in questo trova la sua giusta dimensione, ponendosi ai livelli dei grandi nomi che lo hanno preceduto. La diversa estrazione musicale dei giovani componenti, che va dal Rock più classico al Jazz, crea un suono che è riconducibile a grandi classici come Museo Rosenbach, Balletto di Bronzo e, per certi versi, Il Rovescio Della Medaglia, senza tuttavia fermarsi a una semplice riproposizione di temi già noti, ma creando un suono molto personale.
L’Album è sicuramente caratterizzato da una atmosfera dark, e non poteva essere altrimenti, visto il concetto espresso, tuttavia il suo ascolto risulta gradevole, in virtù di un rigore espressivo che descrive, sia musicalmente che attraverso l’uso dei testi, l’alienazione umana legata all’esasperato concetto di produttività tipica della società moderna. Attraverso l’ascolto delle tredici tracce che compongono l’Opera, entriamo in contatto con un mondo dominato dall’onnipresente Grande Fratello, nel quale la libertà è solamente una parola senza senso. Il concetto in sè si presta perfettamente al suono progressive proposto dalla Fabbrica dell’Assoluto, che riesce a catturare la nostra attenzione mediante lo splendido lavoro delle tastiere di Daniele Fuligni, a cui va dato il merito di aver costruito l’impalcatura sonora entro la quale si muove la chitarra di Daniele Sopranzi, capace di cose davvero notevoli, e la grintosa sezione ritmica creata da Michele Ricciardi e Marco Piloni, rispettivamente alle percussioni e al basso.
Al tutto va poi aggiunta la pregevole performance vocale di Claudio Casso. La presenza di Pino Ballarini, proveniente dal Rovescio della Medaglia che qui da voce a La Canzone del Castagno, aggiunta al recitativo di Francesco Rinaldi e alla voce narrante di Luca Violini, rendono il tutto ancora più affascinante, creando un amalgama unico e coinvolgente. 
“1984 L’Ultimo Uomo d’Europa” è un disco che cresce ascolto dopo ascolto, offrendo continuamente nuove chiavi di lettura, ed è destinato a diventare un classico del nuovo progressive Italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1. I Due Minuti Dell’odio (2:49) – 2. 4 Aprile 1984 (1:58) – 3. Chi Controlla Il Passato Controlla Il Presente. Chi Controlla Il Presente Controlla Il Passato (2:28) – 4. O’Brien (2:33) – 5. Bispensiero (3:49) – 6. La Ballata Dei Prolet (2:42) – 7. L’occhio Del Teleschermo (3:07) – 8. Giulia (3:47) – 9. Lo Sguardo Nel Quadro (2:15) – 10. Processo Di Omologazione (12:35) – 11. La Stanza 101 (6:28) – 12. La Canzone Del Castagno (4:21) – 13. Amava Il Grande Fratello (6:37)

Claudio Cassio: voce, cori. Daniele Fuligni: hammond, minimoog modello D, mellotron, pianoforte, binson echorec 2, logan string melody, davolisint, effetti sonori. Marco Piloni: basso elettrico, basso fretless, contrabbasso, generatore BF, jen sx 1000, effetti sonori. Michele Ricciardi: batteria, percussioni. Daniele Sopranzi: chitarra elettrica, chitarra acustica, lapsteel, generatore BF, binson echorec 2, effetti sonori. Pino Ballarini: voce in “La Canzone del Castagno”. Francesco Rinaldi: parlati in “I Due Minuti dell’Odio”, “Bispensiero”, “Amava il Grande Fratello”. Marco Palazzi, Sara Imperatore: cori in “2+2 = 5”. Stefano Matteucci: Sassofono in “2 + 2 = 5”. Luca Violini: Voce narrante in “I due Minuti dell’Odio”, “O’Brian”, “L’Occhio del Teleschermo”, “Giulia”, “Amava il Grande Fratello”

fabbrica assoluto seconda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *