Fabrizio De Andrè: “La Buona Novella” (1970) di – di Riccardo Panzone

A proposito di Esseri umani, Divinità e potere… Laudate Hominem è l’introduzione e il decimo ed ultimo brano dell’Opera di Fabrizio De Andrè “La Buona Novella” (1970), scritta e interpretata dal Poeta anarchico nel 1969. Il testo della canzone riassume pienamente il filo conduttore di tutto l’album che, in un viaggio lungo dieci canzoni, al limite dell’onirico, trasforma con razionalità e sapienza il Cristo Dio in Cristo Uomo, valorizzandone il pensiero rivoluzionario e anticonformista.
….il potere che cercava il Nostro umore mentre uccideva nel nome di un Dio, nel nome di un Dio uccideva un Uomo, nel nome di quel Dio si assolse, poi chiamo Dio quell’Uomo e nel suo nome, nuovo nome, altri uomini uccise. 
Cristo fu ucciso dal potere (giudaico/romano all’epoca) poiché portatore di un messaggio antitetico rispetto a quello dei tempi: il concetto di solidarietà in rapporti umani fondamentalmente egoistici; il distacco dal denaro e dai beni materiali in una organizzazione economica consumistica e globalizzata, simile a quella attuale; un rinnovato spirito umanista, che poneva la persona al centro del cosmo, in un tempo in cui la vita umana, nel nostro occidente, valeva meno di qualsiasi altra cosa. Eppure, mentre lo uccideva, assecondando il proprio macabro compito, il potere scrutava le reazioni degli ultimi, dei diseredati della terra, di quella massa anonima e informe sul cui sangue il potere stesso si rigenera… le scrutava per capire se, effettivamente, il messaggio di quell’uomo avesse fatto breccia nelle loro anime, trasformandoli in potenziali distruttori dell’ordine costituito
Ciò era accaduto… e allora il potere dovette intervenire, nei secoli a seguire, al fine di evitare la propria distruzione: intervenne facendo di quell’uomo un nuovo Dio promulgatore di nuovi dogmi, attraverso cui schiavizzare nuovamente le masse… e fu così che il pensiero di pace, fratellanza e verità del Cristo venne trasformato, da uomini non altrettanto ispirati, in un nuovo messaggio dogmatico e irrazionale, teso ad addormentare le coscienze e in grado di silenziare il globo per altri duemila anni. Laudate dominum… laudate Hominem” il brano chiosa, allora, proponendo un percorso a ritroso, in cui negando la divinità di Cristo viene affermata la divinità intrinseca del Suo pensiero, poiché vicina, più che mai, alla vera legge di natura, orientata alla felicità dell’uomo e al miglioramento delle sue condizioni. Non lodate più un Dio ma lodate un Uomo e, soprattutto, gli Uomini, quando gli stessi si fanno portatori di principi degni di una vita umana. L’uomo stesso, in aderenza a quello che successivamente verrà in parte affermato dalla Dottrina sociale della Chiesa, viene proposto e posto nuovamente al centro dei rapporti umani quale fulcro di derivazione di diritti e non quale mezzo necessario all’assolvimento di altri scopi. L’Uomo diventa egli stesso un tempio, quello stesso tempio da cui Cristo cacciò via i mercanti: “cacciate via i Mercanti dal Vostro tempio”, ci viene detto, rifiutando la schiavitù dai beni materiali, proposta dalla nostra società consumistica… e iniziando un nuovo percorso di solidarietà, condivisione e affermazione del vero.

Laudate Dominum 0:00. L’infanzia di Maria 0:22. Il ritorno di Giuseppe 5:23.
Il sogno di Maria 9:30. Ave Maria 13:38. Maria nella bottega d’un falegname 15:30.
Via della Croce 18:46. Tre madri 23:20. Il testamento di Tito 26:15.
Laudate hominem 32:07.

Fabrizio De André: voce. Franco Mussida: chitarra. Franz Di Cioccio: batteria.
Giorgio Piazza: basso. Flavio Premoli: organo. Mauro Pagani: flauto e ottavino.
Andrea Sacchi: chitarra. I Musical: cori.

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2 pensieri riguardo “Fabrizio De Andrè: “La Buona Novella” (1970) di – di Riccardo Panzone

  • 23 Gennaio, 2016 in 1:12 am
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