Hound Dog Taylor… il valore di un attimo – di Valerio Tirelli

L’essere umano è affamato di leggende, cenerentole riscattate e trionfanti, umani suoi simili da idolatrare per sentirsi parte di qualcosa… le leggende Blues non nascono così.
Sbocciano dall’impossibilità di esprimersi in qualsiasi altro modo, fino a lasciare solchi dedicati alla vita…
in tutta la sua essenza. Vite passate a cercare l’attimo fuggente, la nota perfetta che molti di noi non riescono a cogliere, perdendo così la consapevolezza del valore di quel preciso istante
così sboccia la leggenda (sconosciuta ai più) di Theodore Roosevelt Hound Dog Taylor che nasce nel 1915. Conosciuto per la sua chitarra elettrica (cosa ancora non comune nel Blues degli anni ’40) e per la particolarità di avere sei dita nella mano sinistra… di cui uno atrofizzato, che ricorda un altro grande artista, Django Reinhardt, il gitano con due dita della mano sinistra atrofizzate in un incendio. Due artisti completamente diversi che, grazie al loro immenso talento, riuscirono a far dimenticare il loro handicap e, soprattutto nel caso di Django, ad inventarsi letteralmente un modo di suonare la chitarra.
Hound Dog Taylor forma la sua band, The HouseRockers, con la peculiarità della presenza di due chitarre… ma senza il basso. Quindi si alterneranno i due chitarristi a creare la linea di basso, molto particolare nei loro brani. La sua musica è un Blues molto duro, con un ritmo di boogie e una chitarra che utilizzava spesso lo slideTaylor ha inventato un modo di suonare il Blues che è diventato ispirazione sia per l’hard rock che per il punk. Troppo innovativo per la sua epoca… verrà poi definito il Ramones del Blues (Dio perdoni l’autore dell’accostamento).
Nel 1970 viene ascoltato per caso da un produttore della Delmark Records Bruce Iglauer che rimane impressionato dalla novità della sua musica. Iglauer lo propone ma, dopo il rifiuto della Delmark che lo ritiene poco commerciale, fonda una sua etichetta, la Alligator Records, con la quale pubblica nel 1971 il primo album…
Hound Dog Taylor and the HouseRockers, inciso live in studio, nel breve volgere di due notti.
Grazie al successo ottenuto dal primo album e dai risultati ottenuti nei live di Boston, il suo manager riesce a fargli avere ingaggi  importanti che portano Taylor a suonare con gente del calibro di Muddy Waters e Big Mama Thornton in tutti gli states. Nel 1973 esce il suo secondo disco, Natural Boogie, che aumenta la sua fama e lo catapulta di nuovo in un lungo tour… passando anche per Australia e Nuova Zelanda, condividendo il palco con Freddie King, Sonny Terry e Brownie McGhee fino al 1975… n
on riesce però a godersi il successo conquistato dopo una lunghissima gavetta e, nello stesso anno, muore per un tumore. Il terzo album, Beware The Dog, capolavoro assoluto registrato l’anno prima, esce postumo, come a coronare tragicamente il suo percorso…
venti anni di dura gavetta e quattro anni di gloria… spezzata a sessant’anni.
Ascoltare il Blues duro e moderno di Hound Dog Taylor è sempre una piacevole sorpresa…
una musica capace di colpire come un pugno nello stomaco e che lascia il segno come un’indelebile cicatrice…
così le note diventano Poesia e la voce si trasforma in Musica buona per il cuore e per l’anima.

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Discografia:
1971 Hound Dog Taylor and the Houserockers
1973 Natural Boogie
1976 Beware the Dog (postumo)
1982 Genuine Houserocking Music (bootleg live unrelease)
1992 Live at Joe’s Place (live del 1972)
1992 Have Some Fun (live del 1972-1973)
2006 Live in Boston (live del 1973)

dog taylor

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